Page 218 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
La classe intellettuale comprende che il disarmo dell’Arma è un’operazione militare
necessaria. I rapporti tra italiani e tedeschi sono sempre più tesi .
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La caccia al Carabiniere divenne da quel momento ancora più spietata .
(34)
4. La deportazione dei Carabinieri e il rastrellamento del Ghetto Ebraico
Tra la tarda sera dello stesso 7 ottobre e l’indomani, i Carabinieri furono
quindi avviati alle stazioni ferroviarie Ostiense e Trastevere, dove furono cari-
cati su treni merci diretti in Austria e in Germania. Da qui condivisero per quasi
venti mesi la stessa sorte penosa degli oltre 650mila militari italiani catturati su
tutti i fronti dopo l’8 settembre e deportati nei principali lager nazisti .
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Come gli altri non furono considerati prigionieri di guerra, non beneficia-
rono della tutela delle convenzioni internazionali poiché definiti Italienische
Militärinternierte - Internati Militari Italiani, soggetti a un durissimo lavoro coat-
to, alla fame, a maltrattamenti fisici e morali e a stenti di ogni genere.
A più riprese gli fu offerto di arruolarsi nelle Forze Armate tedesche o
della RSI, ma il loro rifiuto fu sempre corale . Degli IMI oltre quarantamila
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non fecero più ritorno . Tra questi sventurati, oltre 1250 Carabinieri depor-
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tati a partire da quel drammatico 7 ottobre.
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(33) UK National Archive cit., n. 7275.
(34) Giulio Andreotti ebbe a dire: Tra i ricordi più vivi dei lunghi nove mesi dell’occupazione nazifascista di
Roma mi è rimasta l’impressione penosa di una grigia mattina autunnale quando vidi in Piazza Verbano
caricare (è la parola esatta) gruppi di Carabinieri che venivano spediti in tutta fretta al nord […] la caccia
al carabiniere era spietata. I fascisti repubblichini non avevano digerito l’ambulanza del 25 luglio e la par-
tecipazione dell’Arma al tramonto mussoliniano. A loro volta i tedeschi consideravano i Carabinieri come
espressione diretta della Monarchia. Cfr. I. Salvatori cit., p. 73.
(35) Presso il Museo della Liberazione di via Tasso a Roma, al primo piano, nello spazio intitolato
Occupazione, Lotta, Repressione. 12 settembre 1943 - 21 gennaio 1944, sul pannello relativo alle
deportazioni vi è un angolo dedicato espressamente al rastrellamento dei carabinieri in ser-
vizio nella Capitale.
(36) I nazisti promisero il ritorno in patria a chi avesse rotto il vincolo del giuramento e avesse
accettato di portare le armi agli ordini della R.S.I.; la quasi totalità, e precisamente il 98,97%
dei prigionieri di guerra rifiutò l’offerta. Cfr. Roberto Battaglia, Storia della Resistenza, Torino,
Einaudi, 1953, p. 123.
(37) Commissione Italiana di Storia Militare, La partecipazione delle Forze Armate alla Guerra di
Liberazione e di Resistenza, Roma, Istituto Grafico Editoriale Romano, 2003, p. 111.
(38) Dallo studio della relativa documentazione è emerso che durante l’occupazione nazista
furono deportati nei campi di concentramento oltre settemila Carabinieri. Ad oggi, grazie
ad anni di lavoro e migliaia di documenti raccolti dall’ANRP (Associazione Nazionale
Reduci dalla Prigionia) sono stati individuati 1284 Carabinieri deceduti nei lager nazisti.
Mariano Gabriele, Carabinieri internati nei Lager del terzo Reich, in Rassegna dell’Arma dei
Carabinieri, Anno LXV, gennaio/marzo 2017, p. 210. L’elenco nominativo di oltre 650 di
essi è anche riportato nel libro di Gelasio Giardetti, I Carabinieri nella storia italiana. In memoria
della loro deportazione nei lager nazisti, Frascati (RM), Tipografia Giammarioli per conto di
Associazione Nazionale Carabinieri Editrice, 2018, p. 357-373, nell’ambito del progetto
Tacere non è un dovere. Cfr. https://www.tacerenoneundovere.it.
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