Page 208 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
delle più belle pagine di eroismo, purtroppo rimaste per tanto tempo sconosciu-
te agli italiani. Sconosciute perché rimosse.
E infatti il ritorno dei reduci in patria fu accompagnato da una delusione
cocente, per gli internati - ne sono sicura per aver letto tantissime loro testi-
monianze - ha pesato, negli anni, più che il ricordo del Lager, per quanto duris-
simo, il ricordo amaro del ritorno, allorché si accorsero che il paese, la patria
non li capiva ed era divenuta estranea se non ostile. La loro esperienza sem-
brava incomunicabile a chi non l’aveva provata e il silenzio per decenni avvolse
le loro storie.
10.Per i Carabinieri deportati il 7 ottobre 1943, questo fu l’epilogo
Tra i capi d’imputazione nel processo che subì Kappler da parte del
Tribunale militare di guerra italiano nel 1948, figura l’imputazione di estorsio-
ne per la taglia imposta agli ebrei romani di cinquanta chilogrammi d’oro, ma
non figura alcun riferimento alla razzia del 16 ottobre né alla precedente
deportazione dei Carabinieri da Roma. Condannato all’ergastolo per i cinque
fucilati in più delle Fosse Ardeatine, evase dal carcere militare del Celio la notte
del 15 agosto 1977 con la messa in scena della fuga in una valigia. Quanto al
Maresciallo Graziani, il Tribunale militare di Roma lo assolse dall’accusa di
aver ordinato il disarmo dei Carabinieri, che si trovavano a Roma, perché, pur
essendosi stabilita la materiale sussistenza di fatti, si è escluso che essi siano
stati commessi nell’intento di favorire il tedesco (sentenza definitiva del 2 giu-
gno 1950). Il generale Casimiro Delfini, che diede esecuzione all’ordine di
Graziani e che poi passò alla RSI, fu assolto in appello con formula piena (sen-
tenza del 13 gennaio 1948) perché il fatto non è previsto dalla legge come
reato. Insomma: come se non ci fosse stata nessuna cattura e nessuno fosse
andato a morire e a conoscere la fame e l’umiliazione di venti mesi di Lager.
Diritto all’oblio e alla dimenticanza.
Ma il compito degli storici è quello di combattere l’oblio e soprattutto di
dar voce a quelli che non l’hanno mai avuta, facendo parlare le carte conservate
negli archivi. E quindi, a seguito di una ricerca promossa anni fa dal Museo
Storico della Liberazione di Roma, e a me affidatami, di cui il presente articolo
è solo una sintesi, si è cominciato a sollevare il velo su questo evento. Un primo
risultato è stato quello di sistemare nel 2010, dinanzi alla Legione Allievi, in via
Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, per iniziativa della Comunità ebraica di
Roma e del Primo Municipio, dodici pietre di inciampo, una dedicata collettiva-
mente ai Carabinieri deportati, e undici con incisi i nomi di quei Carabinieri di
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