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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Il 9 ottobre, tuttavia, diramò la circolare 22/1 con la quale, dopo aver giu-
stificato per motivi di sicurezza l’allontanamento dei Carabinieri della capitale,
assicurò che essi sarebbero stati reimpiegati nel servizio d’istituto nell’Italia
superiore (come dicevano i tedeschi). Ma una missione inviata in Germania, per
ottenere il rimpatrio dei Carabinieri deportati, tornò senza aver ottenuto nulla.
Essi rimasero nei campi fino alla fine delle ostilità e alle sofferenze della prigio-
nia si aggiunse l’insopportabile ricordo dell’inganno patito.
Così amaramente la rappresenta nelle sue memorie il maggiore dei
Carabinieri Alfredo Vestuti: Affamati con le uniformi a brandelli, avviliti nella carne e
nello spirito, ci era stato tolto anche il conforto di aver ceduto in combattimento con le armi in
pugno, perché il giorno della cattura fummo fatti cadere in un tranello tesoci dai tedeschi e dai
non meno crudeli repubblichini. Eravamo un ingombro, un ostacolo per i nazifascisti, erava-
mo testimoni da eliminare, eravamo l’unica protezione per le popolazioni avvilite e stanche e
decisero di disfarsi di noi .
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7. Kappler, Graziani e Mussolini
Il generale Filippo Caruso che fu l’ideatore e l’organizzatore del Fronte
militare clandestino dei Carabinieri e anche lo storico dell’Arma in quegli anni,
in certi suoi appunti , commenta che negli ambienti militari germanici ed in
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particolare da ufficiali che risiedevano nella capitale già prima dell’armistizio,
era stato categoricamente affermato che l’allontanamento dell’Arma dalla Città
Aperta era stato voluto dal Maresciallo Graziani.
Elementi vicini a Graziani affermavano, invece, recisamente che il disarmo
era stato perentoriamente chiesto dai tedeschi che diffidavano dei Carabinieri, li
temevano e attribuivano al Maresciallo Graziani il merito di aver evitato il peggio.
Tra le accuse di tradimento rivolte ai Carabinieri da parte dei tedeschi c’era
quella di aver combattuto contro di loro nella difesa di Roma e a Napoli durante
le Quattro giornate, da parte dei fascisti c’era quella di aver arrestato Mussolini per
ordine del re - per cui il colonnello Giovanni Frignani, il capitano Raffaele
Aversa saranno trucidati alle Fosse Ardeatine -, e quella di essere stati i carcerieri
del duce. Infatti per la loro fedeltà alla Corona, tali compiti erano stati assegnati
proprio ai Carabinieri: vedi ordine di Badoglio a Carmine Senise, capo della
Polizia, e a Angelo Cerica, comandante Generale dell’Arma.
(9) Alfredo Vestuti, Echi, Macerata, Unione Tipografica Operaia, 1949, p. 5.
(10) Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri,
Archivio Storico dell’Arma dei Carabinieri, Documentoteca, scatola 1270, fascicolo 1,
Memoria del generale Filippo Caruso consegnata nel trentennale della Liberazione sul contributo dell’Arma
dei Carabinieri alla Resistenza e alla ricostruzione.
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