Page 202 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Il 9 ottobre, tuttavia, diramò la circolare 22/1 con la quale, dopo aver giu-
             stificato per motivi di sicurezza l’allontanamento dei Carabinieri della capitale,
             assicurò  che  essi  sarebbero  stati  reimpiegati  nel  servizio  d’istituto  nell’Italia
             superiore (come dicevano i tedeschi). Ma una missione inviata in Germania, per
             ottenere il rimpatrio dei Carabinieri deportati, tornò senza aver ottenuto nulla.
             Essi rimasero nei campi fino alla fine delle ostilità e alle sofferenze della prigio-
             nia si aggiunse l’insopportabile ricordo dell’inganno patito.
                  Così  amaramente  la  rappresenta  nelle  sue  memorie  il  maggiore  dei
             Carabinieri Alfredo Vestuti: Affamati con le uniformi a brandelli, avviliti nella carne e
             nello spirito, ci era stato tolto anche il conforto di aver ceduto in combattimento con le armi in
             pugno, perché il giorno della cattura fummo fatti cadere in un tranello tesoci dai tedeschi e dai
             non meno crudeli repubblichini. Eravamo un ingombro, un ostacolo per i nazifascisti, erava-
             mo testimoni da eliminare, eravamo l’unica protezione per le popolazioni avvilite e stanche e
             decisero di disfarsi di noi .
                                 (9)


             7.  Kappler, Graziani e Mussolini
                  Il generale Filippo Caruso che fu l’ideatore e l’organizzatore del Fronte
             militare clandestino dei Carabinieri e anche lo storico dell’Arma in quegli anni,
             in certi suoi appunti , commenta che negli ambienti militari germanici ed in
                                (10)
             particolare da ufficiali che risiedevano nella capitale già prima dell’armistizio,
             era stato categoricamente affermato che l’allontanamento dell’Arma dalla Città
             Aperta era stato voluto dal Maresciallo Graziani.
                  Elementi vicini a Graziani affermavano, invece, recisamente che il disarmo
             era stato perentoriamente chiesto dai tedeschi che diffidavano dei Carabinieri, li
             temevano e attribuivano al Maresciallo Graziani il merito di aver evitato il peggio.
                  Tra le accuse di tradimento rivolte ai Carabinieri da parte dei tedeschi c’era
             quella di aver combattuto contro di loro nella difesa di Roma e a Napoli durante
             le Quattro giornate, da parte dei fascisti c’era quella di aver arrestato Mussolini per
             ordine  del  re  -  per  cui  il  colonnello  Giovanni  Frignani,  il  capitano  Raffaele
             Aversa saranno trucidati alle Fosse Ardeatine -, e quella di essere stati i carcerieri
             del duce. Infatti per la loro fedeltà alla Corona, tali compiti erano stati assegnati
             proprio ai Carabinieri: vedi ordine di Badoglio a Carmine Senise, capo della
             Polizia, e a Angelo Cerica, comandante Generale dell’Arma.

             (9)  Alfredo Vestuti, Echi, Macerata, Unione Tipografica Operaia, 1949, p. 5.
             (10)  Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri,
                  Archivio  Storico  dell’Arma  dei  Carabinieri,  Documentoteca,  scatola  1270,  fascicolo  1,
                  Memoria del generale Filippo Caruso consegnata nel trentennale della Liberazione sul contributo dell’Arma
                  dei Carabinieri alla Resistenza e alla ricostruzione.

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