Page 198 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Allora Kappler non avendo più scuse, fissò la data del 16 ottobre per
l’operazione antiebraica.
Nove giorni dopo la deportazione dei Carabinieri, i poliziotti tedeschi
furono sguinzagliati nella città ad arrestare gli ebrei, che sarebbero stati depor-
tati direttamente ad Auschwitz il 18 ottobre 1943. Successivamente ad arrestarli
nelle loro case sarà la polizia fascista collaborazionista.
Ricordiamo che nella Carta di Verona, fondativa della RSI, all’art. 7 l’ebreo
è parificato a nemico. La RSI, quindi, lungi dal rappresentare per gli italiani uno
scudo dalla vendetta tedesca, come raccontato dalla memorialistica degli ex
fascisti repubblichini, fu sicuramente una collaboratrice volenterosa nella per-
secuzione e nello sterminio degli ebrei, italiani o stranieri che ebbero la sventura
di trovarsi nel territorio ancora controllato dalle autorità di Salò. Secondo nuovi
calcoli gli ebrei romani deportati il 16 ottobre furono 1.023, 731 successivamen-
te, per un totale di 1.754 persone cui si devono aggiungere anche i settantasette
uccisi alle Fosse Ardeatine.
La PAI a Roma sostituì nel servizio i Carabinieri. I Carabinieri che si erano
salvati dalla deportazione, affluirono, in gran parte, nel Fronte militare clande-
stino dei Carabinieri fondato dal generale in pensione Filippo Caruso e in stret-
to collegamento con Giuseppe Cordero di Montezemolo, il capo militare rico-
nosciuto della Resistenza romana.
5. La resurrezione dello Stato fascista
Ma torniamo alla deportazione dei Carabinieri. Una prima osservazione
che emerge dalla massa complessiva dei documenti è che ci troviamo di fronte
ad una pagina oscura della storia del nostro Paese, rappresentata non solo dal-
l’invasione tedesca ma anche dalla resurrezione dello Stato fascista, dopo la
liberazione di Mussolini il 12 settembre 1943. In tale periodo, dato l’intrecciarsi
di situazioni complesse, non è semplice stabilire una netta linea di demarcazio-
ne tra l’asservimento, il collaborazionismo volontario con gli occupanti e l’azio-
ne in stato di necessità.
La verità che risalta, stando ai documenti, è che i Carabinieri romani furo-
no consegnati ai tedeschi dal gen. di brigata Casimiro Delfini, per ordine di un
ministro della RSI di Mussolini, il Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, d’intesa
con il comando tedesco di Roma. Infatti l’ordine di disarmo di tutti i
Carabinieri, in data 6 ottobre 1943, è firmato Rodolfo Graziani.
La motivazione è: inefficienza numerica, morale e combattiva dell’Arma dei
CC.RR. in Roma.
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