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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Allora  Kappler  non  avendo  più  scuse,  fissò  la  data  del  16  ottobre  per
             l’operazione antiebraica.
                  Nove  giorni  dopo  la  deportazione  dei  Carabinieri,  i  poliziotti  tedeschi
             furono sguinzagliati nella città ad arrestare gli ebrei, che sarebbero stati depor-
             tati direttamente ad Auschwitz il 18 ottobre 1943. Successivamente ad arrestarli
             nelle loro case sarà la polizia fascista collaborazionista.
                  Ricordiamo che nella Carta di Verona, fondativa della RSI, all’art. 7 l’ebreo
             è parificato a nemico. La RSI, quindi, lungi dal rappresentare per gli italiani uno
             scudo  dalla  vendetta  tedesca,  come  raccontato  dalla  memorialistica  degli  ex
             fascisti repubblichini, fu sicuramente una collaboratrice volenterosa nella per-
             secuzione e nello sterminio degli ebrei, italiani o stranieri che ebbero la sventura
             di trovarsi nel territorio ancora controllato dalle autorità di Salò. Secondo nuovi
             calcoli gli ebrei romani deportati il 16 ottobre furono 1.023, 731 successivamen-
             te, per un totale di 1.754 persone cui si devono aggiungere anche i settantasette
             uccisi alle Fosse Ardeatine.
                  La PAI a Roma sostituì nel servizio i Carabinieri. I Carabinieri che si erano
             salvati dalla deportazione, affluirono, in gran parte, nel Fronte militare clande-
             stino dei Carabinieri fondato dal generale in pensione Filippo Caruso e in stret-
             to collegamento con Giuseppe Cordero di Montezemolo, il capo militare rico-
             nosciuto della Resistenza romana.


             5.  La resurrezione dello Stato fascista
                  Ma torniamo alla deportazione dei Carabinieri. Una prima osservazione
             che emerge dalla massa complessiva dei documenti è che ci troviamo di fronte
             ad una pagina oscura della storia del nostro Paese, rappresentata non solo dal-
             l’invasione  tedesca  ma  anche  dalla  resurrezione  dello  Stato  fascista,  dopo  la
             liberazione di Mussolini il 12 settembre 1943. In tale periodo, dato l’intrecciarsi
             di situazioni complesse, non è semplice stabilire una netta linea di demarcazio-
             ne tra l’asservimento, il collaborazionismo volontario con gli occupanti e l’azio-
             ne in stato di necessità.
                  La verità che risalta, stando ai documenti, è che i Carabinieri romani furo-
             no consegnati ai tedeschi dal gen. di brigata Casimiro Delfini, per ordine di un
             ministro della RSI di Mussolini, il Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, d’intesa
             con  il  comando  tedesco  di  Roma.  Infatti  l’ordine  di  disarmo  di  tutti  i
             Carabinieri, in data 6 ottobre 1943, è firmato Rodolfo Graziani.
                  La  motivazione  è:  inefficienza  numerica,  morale  e  combattiva  dell’Arma  dei
             CC.RR. in Roma.


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