Page 193 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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LA DEPORTAZIONE RIMOSSA DEI CARABINIERI ROMANI. 7 OTTOBRE 1943
spirando, trascinarono via il figlio, che, successivamente, fu liberato solo perché
riconosciuto non Carabiniere .
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Un episodio molto simile a quello immortalato da Rossellini, nel film
Roma, città aperta e interpretato da Anna Magnani: l’uccisione di Teresa Gullace,
una popolana romana legata alla Resistenza che, incinta, rimase uccisa dai tede-
schi mentre cercava di salvare il marito.
Nei giornali romani del luglio 1944, la data del 7 ottobre 1943 viene indi-
cata come “la giornata della caccia al Carabiniere” in quanto da allora questi
erano diventati pericolosi come gli ebrei, i clandestini, i sovversivi e chi li ospi-
tava si esponeva a gravissimi rischi. I Carabinieri che si erano sottratti alla cat-
tura con la fuga e l’abbandono delle caserme, prima che si costituissero le
organizzazioni militari clandestine, furono costretti a vivere nascosti, allo
sbando, nutriti dalla carità dei romani. Fuggiaschi come tanti altri giovani, i carabi-
nieri - diceva l’“Italia libera”, organo del partito d’Azione - sono degli italiani perseguitati
dal tedesco e bisognosi di rifugio e di aiuto e quel giornale clandestino si proclamava
fiducioso di vedere i Carabinieri fuggiaschi unirsi al popolo in una sola volontà
per combattere il tedesco e per liberare la patria. Proprio quello che temevano
gli occupanti.
2. Perché deportare i Carabinieri?
Dalla documentazione non più secretata degli archivi americani e dai mes-
saggi decodificati da Ultra - il mega computer inglese - e riguardanti il traffico
telegrafico di Herbert Kappler con i suoi superiori a Berlino, è emersa l’infor-
mazione relativa al collegamento tra le due deportazioni, quella ebraica e quella
dei Carabinieri. Infatti il colonnello Kappler delle SS, che era un po’ il dominus
della situazione a Roma, aveva chiesto che, prima della deportazione degli ebrei
romani, fosse neutralizzata l’Arma dei Carabinieri considerata inaffidabile.
Perché i Carabinieri che, insieme con la PAI, la polizia dell’Africa italiana colla-
borazionista e gli agenti della Pubblica Sicurezza, svolgevano funzioni di ordine
pubblico, avrebbero certamente sabotato l’operazione, simulando una finta col-
laborazione come altre volte era avvenuto. A Napoli, infatti, qualche giorno
prima i Carabinieri avevano combattuto a fianco della popolazione contro i
tedeschi. La stessa cosa avrebbero potuto fare a Roma se la cattura degli ebrei
avesse innescato una sollevazione.
(2) Archivio privato Hélène Angiolini: Rosa Guarnieri Carducci, in memoria, Roma 7 ottobre 1944 -
(1° anniversario), Roma 1944. Una strada di Roma nel quartiere Garbatella, Piazzale dei navi-
gatori, porta il suo nome.
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