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LA DEPORTAZIONE RIMOSSA DEI CARABINIERI ROMANI. 7 OTTOBRE 1943




               spirando, trascinarono via il figlio, che, successivamente, fu liberato solo perché
               riconosciuto non Carabiniere .
                                           (2)
                    Un  episodio  molto  simile  a  quello  immortalato  da  Rossellini,  nel  film
               Roma, città aperta e interpretato da Anna Magnani: l’uccisione di Teresa Gullace,
               una popolana romana legata alla Resistenza che, incinta, rimase uccisa dai tede-
               schi mentre cercava di salvare il marito.
                    Nei giornali romani del luglio 1944, la data del 7 ottobre 1943 viene indi-
               cata come “la giornata della caccia al Carabiniere” in quanto da allora questi
               erano diventati pericolosi come gli ebrei, i clandestini, i sovversivi e chi li ospi-
               tava si esponeva a gravissimi rischi. I Carabinieri che si erano sottratti alla cat-
               tura  con  la  fuga  e  l’abbandono  delle  caserme,  prima  che  si  costituissero  le
               organizzazioni  militari  clandestine,  furono  costretti  a  vivere  nascosti,  allo
               sbando, nutriti dalla carità dei romani. Fuggiaschi come tanti altri giovani, i carabi-
               nieri - diceva l’“Italia libera”, organo del partito d’Azione - sono degli italiani perseguitati
               dal tedesco e bisognosi di rifugio e di aiuto e quel giornale clandestino si proclamava
               fiducioso di vedere i Carabinieri fuggiaschi unirsi al popolo in una sola volontà
               per combattere il tedesco e per liberare la patria. Proprio quello che temevano
               gli occupanti.


               2.  Perché deportare i Carabinieri?
                    Dalla documentazione non più secretata degli archivi americani e dai mes-
               saggi decodificati da Ultra - il mega computer inglese - e riguardanti il traffico
               telegrafico di Herbert Kappler con i suoi superiori a Berlino, è emersa l’infor-
               mazione relativa al collegamento tra le due deportazioni, quella ebraica e quella
               dei Carabinieri. Infatti il colonnello Kappler delle SS, che era un po’ il dominus
               della situazione a Roma, aveva chiesto che, prima della deportazione degli ebrei
               romani,  fosse  neutralizzata  l’Arma  dei  Carabinieri  considerata  inaffidabile.
               Perché i Carabinieri che, insieme con la PAI, la polizia dell’Africa italiana colla-
               borazionista e gli agenti della Pubblica Sicurezza, svolgevano funzioni di ordine
               pubblico, avrebbero certamente sabotato l’operazione, simulando una finta col-
               laborazione come altre volte era avvenuto. A Napoli, infatti, qualche giorno
               prima i Carabinieri avevano combattuto a fianco della popolazione contro i
               tedeschi. La stessa cosa avrebbero potuto fare a Roma se la cattura degli ebrei
               avesse innescato una sollevazione.


               (2)  Archivio privato Hélène Angiolini: Rosa Guarnieri Carducci, in memoria, Roma 7 ottobre 1944 -
                    (1° anniversario), Roma 1944. Una strada di Roma nel quartiere Garbatella, Piazzale dei navi-
                    gatori, porta il suo nome.

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