Page 188 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Una resistenza senz’armi quella degli italiani catturati dai tedeschi a partire
dell’8 settembre 1943 e nei mesi successivi. Ricorda un grande storico militare
nella prefazione a un volume che: la patria [...] continua a vivere tra i militari che non
si arrendono ai tedeschi, tra i giovani che salgono in montagna per la guerra partigiana, tra
i soldati che nei lager tedeschi rifiutano a caro prezzo la guerra antifascista .
(13)
Si trattava di un rifiuto piuttosto evidente proprio per i Carabinieri; questi
non erano affidabili per i tedeschi, sempre pronti ad aiutare gli italiani; non
erano affidabili per i fascisti repubblichini perché responsabili del cosiddetto
“arresto” di Mussolini, della morte di Muti, dell’appoggio al giovane movimen-
to resistenziale. Molti periodici oltranzisti di quel periodo attaccarono duramen-
te i Carabinieri, proponendo l’eliminazione, la soppressione, la cattura e l’inter-
namento. L’ultimo atto di questa messe di aggressioni, fisiche e verbali, giunse
il 4 agosto 1944 quando gli ultimi Carabinieri rimasti in servizio in Lombardia
furono fatti concentrare a Milano con il pretesto di una esercitazione anti-aerea
e di caccia a possibili paracadutisti. In realtà, la mattina del 4 agosto i Carabinieri
che ancora indossavano l’uniforme dell’Arma furono catturati e internati in
Germania e nei territori sotto controllo tedesco. Altri ne rimasero nascosti
sotto falso nome o in forza al movimento di Resistenza.
Il racconto puntuale, a tratti anche pignolo, di Carlo Sabatini ci rimanda
anche a quella fase precedente della cattura dei Carabinieri di Roma passata alla
storia semplicemente come “7 ottobre 1943”.
La complessità della vita quotidiana nella capitale che aveva visto i giovani
Carabinieri Allievi e gli Allievi Carabinieri combattere al fianco dei militari
dell’Esercito e bloccare e respingere l’aggressione tedesca, era la stessa dove i
Carabinieri della territoriale non esitavano ad affrontare con il loro moschetto
i soldati nazisti alla ricerca di una preda, di un bottino da sottrare a qualche cit-
tadino impoverito dalla borsa nera e dalla fame. Ecco dunque che la narrazione
di Sabatini assume, per questa parte specifica, un ruolo fondamentale: egli regi-
stra attentamente tutto ciò che accadde in quei giorni all’interno della Legione
Carabinieri Reali del Lazio e ciò che ufficiali, sottufficiali e Carabinieri fecero o
cercarono di fare.
Dunque ci è sembrato utile ricordare con queste poche pagine un militare
che visse la triste esperienza dell’internamento.
Torino, Bollati Boringhieri, 2007; Mario Avagliano, Marco Palmieri, Gli internati militari italia-
ni. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945, Torino, Einaudi, 2009; Sabrina Frontera, Il ritorno
dei militari italiani internati in Germania. Dalla «damnatio memoriae» al paradigma della Resistenza sen-
z’armi, Roma, edizioni Aracne, 2015; e Mario Avagliano, Marco Palmieri, I militari italiani nei
lager nazisti. Una resistenza senz’armi, Bologna, Il Mulino, 2021.
(13) Giorgio Rochat nella prefazione a M. Avagliano, M. Palmieri, Gli internati cit.
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