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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Una resistenza senz’armi quella degli italiani catturati dai tedeschi a partire
             dell’8 settembre 1943 e nei mesi successivi. Ricorda un grande storico militare
             nella prefazione a un volume che: la patria [...] continua a vivere tra i militari che non
             si arrendono ai tedeschi, tra i giovani che salgono in montagna per la guerra partigiana, tra
             i soldati che nei lager tedeschi rifiutano a caro prezzo la guerra antifascista .
                                                                           (13)
                  Si trattava di un rifiuto piuttosto evidente proprio per i Carabinieri; questi
             non erano affidabili per i tedeschi, sempre pronti ad aiutare gli italiani; non
             erano affidabili per i fascisti repubblichini perché responsabili del cosiddetto
             “arresto” di Mussolini, della morte di Muti, dell’appoggio al giovane movimen-
             to resistenziale. Molti periodici oltranzisti di quel periodo attaccarono duramen-
             te i Carabinieri, proponendo l’eliminazione, la soppressione, la cattura e l’inter-
             namento. L’ultimo atto di questa messe di aggressioni, fisiche e verbali, giunse
             il 4 agosto 1944 quando gli ultimi Carabinieri rimasti in servizio in Lombardia
             furono fatti concentrare a Milano con il pretesto di una esercitazione anti-aerea
             e di caccia a possibili paracadutisti. In realtà, la mattina del 4 agosto i Carabinieri
             che  ancora  indossavano  l’uniforme  dell’Arma  furono  catturati  e  internati  in
             Germania  e  nei  territori  sotto  controllo  tedesco.  Altri  ne  rimasero  nascosti
             sotto falso nome o in forza al movimento di Resistenza.
                  Il racconto puntuale, a tratti anche pignolo, di Carlo Sabatini ci rimanda
             anche a quella fase precedente della cattura dei Carabinieri di Roma passata alla
             storia semplicemente come “7 ottobre 1943”.
                  La complessità della vita quotidiana nella capitale che aveva visto i giovani
             Carabinieri  Allievi  e  gli  Allievi  Carabinieri  combattere  al  fianco  dei  militari
             dell’Esercito e bloccare e respingere l’aggressione tedesca, era la stessa dove i
             Carabinieri della territoriale non esitavano ad affrontare con il loro moschetto
             i soldati nazisti alla ricerca di una preda, di un bottino da sottrare a qualche cit-
             tadino impoverito dalla borsa nera e dalla fame. Ecco dunque che la narrazione
             di Sabatini assume, per questa parte specifica, un ruolo fondamentale: egli regi-
             stra attentamente tutto ciò che accadde in quei giorni all’interno della Legione
             Carabinieri Reali del Lazio e ciò che ufficiali, sottufficiali e Carabinieri fecero o
             cercarono di fare.
                  Dunque ci è sembrato utile ricordare con queste poche pagine un militare
             che visse la triste esperienza dell’internamento.

                  Torino, Bollati Boringhieri, 2007; Mario Avagliano, Marco Palmieri, Gli internati militari italia-
                  ni. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945, Torino, Einaudi, 2009; Sabrina Frontera, Il ritorno
                  dei militari italiani internati in Germania. Dalla «damnatio memoriae» al paradigma della Resistenza sen-
                  z’armi, Roma, edizioni Aracne, 2015; e Mario Avagliano, Marco Palmieri, I militari italiani nei
                  lager nazisti. Una resistenza senz’armi, Bologna, Il Mulino, 2021.
             (13)  Giorgio Rochat nella prefazione a M. Avagliano, M. Palmieri, Gli internati cit.

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