Page 192 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 192
NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
1. Occupazione nazista di Roma
Legato al periodo dell’occupazione militare di Roma da parte delle Forze
armate germaniche, nei giorni successivi all’8 settembre 1943, c’è stato un even-
to che è sembrato essere scivolato dalla memoria della città, e io, che da anni mi
dedico a questa ricerca, ne ho trovato notizia in diari o memoriali dell’epoca ma
in modo molto approssimativo e poi più nulla. Eppure è un evento che si col-
(1)
lega e in un certo senso prepara quello più noto della razzia nel Ghetto del
primo nucleo di ebrei romani, il 16 ottobre 1943.
Si tratta dell’ordine di disarmo e successivamente, il 7 ottobre 1943, di
deportazione nei Lager nazisti in Germania e in Polonia dei Carabinieri romani,
che dopo l’8 settembre, in base a convenzioni internazionali, erano dovuti resta-
re al loro posto, passando agli ordini degli occupanti. Anche sul numero c’è tut-
tora incertezza: 2.500? 2.000? 1.500? Certo avrebbero dovuto essere molti di più
ma la notizia, trapelata all’esterno, quella mattina del 7 ottobre, permise alla mag-
gior parte di mettersi in salvo.
Un’eco di questo evento e l’impressione che dovette suscitare nella popo-
lazione romana, abituata ad un rapporto molto stretto con i Carabinieri, possia-
mo rintracciare nella cronaca di Paolo Monelli Roma 1943. Il giornalista, pur
senza approfondire la notizia della deportazione, ci fa immaginare, da quella
data, la città abbandonata a se stessa. Disarmati i Carabinieri, Roma divenne città occu-
pata. Città di retrovie, di un esercito impegnato in disperata guerra sul Volturno e subito
cominciò quella paurosa progressione di angherie, di torsioni, di violenze che durò trentacinque
settimane. [...] Non era più sicura la casa, la chiesa, il convento. Ogni pretesto era buono per
i tedeschi o per gli sbirri della polizia fascista per penetrare di giorno, di notte negli apparta-
menti, a portare via uomini e cose e vettovaglie.
A documentare questo clima un episodio che ho rintracciato recentemente
in un archivio privato, e sorprendentemente rimosso e dimenticato, anche se la
stampa dell’epoca, dopo la liberazione di Roma, lo riportò a più riprese, l’ucci-
sione di una madre, la signora Rosa Guarnieri Carducci, da parte di soldati tede-
schi e di militi fascisti, per aver difeso con il proprio corpo, il figlio, scambiato
per un Carabiniere. Questo il fatto. Una pattuglia di militi, in viale delle Milizie,
nei pressi della Legione Allievi, aizzati da una spia italiana, erano entrati in un
palazzo al numero 76, alla ricerca di Carabinieri fuggiaschi che vi potessero
essersi rifugiati. Poiché la donna cercava di coprire il giovane, che, tra l’altro, si
trovava a letto, malato, la colpirono con due colpi di moschetto, e mentre stava
(1) Cfr. Anna Maria Casavola, 7 Ottobre 1943 la deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti,
Roma, Edizioni Studium, 2008; Anna Maria Casavola, Carabinieri tra Resistenza e deportazioni,
Roma, Edizioni Studium, 2021.
188

