Page 197 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 197
LA DEPORTAZIONE RIMOSSA DEI CARABINIERI ROMANI. 7 OTTOBRE 1943
Berlino, non comprendendo la situazione, insistettero ed inviarono un poliziot-
to specializzato in rastrellamenti, il capitano Theo Danneker. Kappler cedette.
L’operazione non poteva essere più rinviabile.
Questi i telex di Kappler:
Da Roma a Berlino
5 ottobre 1943
Ore 11:11
La retata dei giudei è stata fissata per il 7 ottobre
Firmato Kappler
Da Roma a Berlino,
6 ottobre 1943,
ore 20:22
Wolff ha inviato in Italia Dannecker con l’ordine di catturare con azioni fulminee tutti gli
ebrei [italiani] e di spedirli in Germania. A Napoli, a causa della condotta della città e della
conseguente situazione di incertezza, non è stato possibile procedere. A Roma, si sono già con-
clusi i preparativi dell’operazione .
(7)
La deportazione degli ebrei, il 6 ottobre, era organizzata e decisa per il 7
ottobre, ma successivamente, nello stesso giorno 6 ottobre alle ore 21:00, il
colpo di scena: si soprassedeva sugli ebrei. Kappler comunicava trionfalmente
ai suoi superiori: Il disarmo dell’Arma dei carabinieri da me proposto inizierà questa notte
tramite la PAI (polizia fascista) l’ordine proviene dal Maresciallo Graziani, Ministro della
Guerra, ed è stato autorizzato dal Maresciallo Kesselring.
Ma poiché per un provvidenziale passaparola molti Carabinieri sfuggirono
alla retata - vennero presi solo una minima parte - il rastrellamento non dovette
essere considerato da Kappler soddisfacente, così che indugiava ancora ad
organizzare quello degli ebrei, quando gli arrivò da Berlino un secco perentorio
ordine di esecuzione. Questo il testo datato 11 settembre 1943: È precisamente
l’estirpazione immediata e completa degli ebrei in Italia che è nell’interesse speciale della situa-
zione politica interna attuale e della sicurezza generale in Italia. La posticipazione dell’espul-
sione degli ebrei fino alla rimozione dei carabinieri e ufficiali italiani dell’esercito non può esse-
re presa in considerazione, così come l’idea di chiamare gli ebrei in Italia per quello che pro-
babilmente si rivelerebbe un lavoro molto poco produttivo sotto la direzione delle autorità ita-
liane. Più si ritarda maggiore è il numero di ebrei che senza dubbio valuterà misure di eva-
cuazione e quindi avrà occasione di sparire completamente trasferendosi in case di italiani pro
ebrei Firmato: Kaltenbrünner.
(7) L’Italia del ’43 nei telegrammi nazisti (Roma- Berlino, luglio-novembre) cit.
193

