Page 185 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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8 SETTEMBRE / 7 OTTOBRE 1943.
IL DIARIO DI UN TESTIMONE
Da qui, bene si può comprendere la solerzia da parte delle alte gerarchie
del ministero della Difesa Nazionale e di quei militari che avevano abiurato il
giuramento di fedeltà al sovrano e alla patria che portò alla cattura del 7 ottobre
1943. I tedeschi poterono condurre con facilità, eliminati i Carabinieri, il triste-
mente noto rastrellamento dei cittadini italiani di confessione ebraica il 16 otto-
bre successivo, un’azione che con i Carabinieri presenti i nazisti non avrebbero
potuto condurre .
(4)
2. Il maresciallo maggiore Carlo Sabatini
Carlo Sabatini nacque ad Urbania il 30 aprile 1906. Soldato di leva fu
ammesso alla riduzione di ferma perché figlio unico di madre vedova . Il gio-
(5)
vane Sabatini, non solo era in possesso di una licenza tecnica che ne faceva un
potenziale funzionario statale, ma si era già avviato ad un mestiere. Infatti all’ar-
ruolamento dichiarò di essere impiegato del telegrafo.
Non si conoscono le ragioni della sua scelta, tuttavia, all’età di diciannove
anni, il 4 febbraio 1926, giunse alle armi per rinuncia alla riduzione di ferma e
si arruolò quale allievo carabiniere a piedi presso la Legione allievi di Roma il
giorno successivo.
Nominato carabiniere a piedi il 15 luglio 1926, frequentò dapprima un
“corso teorico pratico di telegrafia “Morse” presso la Legione Allievi, ottenen-
do un punteggio di 26/30 e quindi fu destinato alla legione territoriale di Roma
il 22 febbraio dell’anno successivo, per essere impiegato a Frascati dove rimase
meno di un anno. Con la riorganizzazione dei comandi legione e l’istituzione
della legione Lazio, a partire dal 15 giugno 1927 fu destinato a quest’ultima.
Il 14 ottobre 1928, fu aggregato alla Scuola Centrale Carabinieri Reali di
Firenze per la frequenza del corso aspiranti Vicebrigadieri per l’anno
1928/1929. Al termine del percorso di studi, con il superamento della prova
finale in prima sessione con punteggio di 15.078, rientrò alla legione Lazio il 14
luglio 1929, per essere promosso vicebrigadiere il 31 luglio successivo; il 14 set-
tembre così fu comandato a Terracina, dove però rimase solamente poco più di
sei mesi, sino al 31 marzo 1930, per essere destinato al servizio in ufficio presso
il comando Legione. Giunto a Roma, comandò in via provvisoria la stazione di
Campo di Giove “disimpegnandosi bene in tutto”.
Dopo quattro anni fu promosso al grado di brigadiere (21 luglio 1933).
(4) Ci sono numerosi volumi dedicati alla vicenda. Resta ancora valido Paolo Monelli, Roma
1943, Roma, Migliaresi editore, 1945, in particolare pp. 402-406.
(5) In base al regio decreto 7 gennaio 1923, n. 3, recante modificazioni alle vigenti disposizioni
legislative sul reclutamento del R. esercito, articolo 3, comma 3.
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