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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Il 22 settembre il Comando tedesco proclamò il “servizio del lavoro obbligatorio”.
             Il 23 venne ingiunto alla popolazione di sgomberare entro le ore 20:00 del giorno 24 tutte le
             case comprese nel raggio di trecento metri dal mare, il che significava che metà degli abitanti
             se ne sarebbe dovuta andare, ma a queste due ordinanze la popolazione rispose con la resi-
             stenza passiva di massa, premessa alla resistenza armata. In quattro sezioni della città, inve-
             ce dei previsti trentamila giovani, se ne presentarono per il lavoro coatto appena centocinquan-
             ta, nonostante il bando tedesco minacciasse di fucilare gli “inadempienti e i loro favoreggiato-
             ri”. Anche il rastrellamento compiuto casa per casa diede scarsi risultati .
                                                                        (30)
                  Ogni angolo della città fu teatro di scontri. La situazione divenne però più
             complicata il 26 settembre quando i nazisti avevano posizionato in piazza del
             Giardinetto, tra via Toledo e Corso Vittorio Emanuele, una serie di autocarri per
             deportare verso il Nord i giovani rastrellati in città. Quando i mezzi furono carichi
             e si accingevano a partire protetti da scorta armata, centinaia di donne seguite da
             bambini e uomini che fino a qual momento si erano tenuti nascosti, si precipita-
             rono sugli autisti e sulle scorte armate brandendo bastoni e coltelli da cucina. La
             loro azione fu così rapida e inattesa che i tedeschi non ebbero neppure il tempo
             di sparare un solo colpo e si diedero alla fuga, mentre gli ostaggi liberati si porta-
             rono al sicuro, rifugiandosi in altri rioni della città. Episodi analoghi si verificarono
             in altre zone di Napoli: il 27 settembre isolati focolai si accesero contemporanea-
             mente in quartieri e località diverse, dove i Carabinieri non tardarono a distinguer-
             si. Presso la Regga di Capodimonte i Carabinieri dell’omonima stazione riusciro-
             no ad impossessarsi di un autocarro tedesco sottraendolo alla violenta difesa della
             scorta, sorpresa dall’arditezza dei napoletani che si appropriarono di tutte le armi.
             A via Pietro Colletta invece, nello scontro tra patrioti e soldati germanici le perdite
             tedesche furono ingenti, tra i Carabinieri, Francesco Soricelli rimase gravemente
             ferito. L’inattesa insurrezione cittadina preoccupò non poco le autorità militari
             germaniche che erano già fortemente assorbite dall’impegnativa controffensiva
             alle armate alleate e il far fronte all’indomita, imprevista risposta popolare che
             divampava nelle retrovie, costituiva un impegno di non poco conto. La reazione
             tedesca perciò fu violenta, inasprita dall’incredula situazione che si era configura-
             ta: un popolo già fortemente disastrato, aveva trovato il coraggio di affrontare e
             combattere le truppe tedesche, armate fino ai denti. I nazisti decisero allora di
             intervenire tempestivamente, cercando di soffocare nel sangue il tentativo insur-
             rezionale che stava animando tutta la città: militari furono disarmati e passati per le
             armi; caserme vennero assaltate dalle truppe germaniche che asportarono e distrussero ogni cosa,
             spingendo al saccheggio la popolazione ed impedendo ai carabinieri di svolgere la loro attività .
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             (30)  AA.VV, op. cit., p. 21.
             (31)  ASAC, AS, Fondo Museo Storico dell’Arma, in Memorie storiche Legione di Napoli, 1943.

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