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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Ma quando il quadro direttivo del Comando si fu messo in salvo ed ebbe
             raggiunti a Capodichino i suoi reparti corazzati, un gruppo di carri armati ridisce-
             se verso piazza Ottocalli per un’ultima azione di rappresaglia. Il violento fuoco di
             sbarramento dei patrioti, assieme ai Carabinieri sistemati sui tetti delle case mise
             fuori uso alcuni automezzi nemici, costringendo i superstiti a ritirarsi. Questi se ne
             andarono, non prima di aver massacrato alcuni cittadini prelevati nelle case circostanti .
                                                                                  (34)
                  Sanguinosi scontri ebbero luogo anche nel quartiere del Vomero per l’intera
             giornata del 30 settembre. Di sera la città di Napoli era stata definitivamente liberata.

             1° ottobre 1943
                  Il 1° ottobre, intorno alle ore 11:00, vi giunsero i primi reparti inglesi e
             americani, provenienti da Portici e preceduti da una camionetta carica di patrioti
             che, all’alba, si erano recati presso il Comando Alleato per sollecitarne l’ingresso
             in città. Alcuni mezzi corazzati furono schierati in piazza del Plebiscito, il resto
             della  colonna  raggiunse  invece  piazza  Dante  e  si  diresse  verso  la  periferia.
             Nell’attraversare  le  strade  di  Napoli,  gli  anglo-americani  si  resero  conto  che
             ormai i tedeschi non erano più presenti, ne trovarono solo alcuni che erano stati
             fatti prigionieri e videro una città devastata dagli uomini della divisione coraz-
             zata “H. Goering”. Era avvenuto tutto nel corso di quelle quattro giornate di acce-
             si combattimenti in cui la popolazione, al fianco dei Carabinieri si era opposta
             con tutte le proprie risorse alle truppe di Hitler. L’arrivo alleato fece sì che i
             Carabinieri potessero ritornare al proprio posto, continuando a servire il Paese,
             ancora più bisognoso di sostegno. Nel corso della lotta i Carabinieri subirono la
             perdita di ventinove militari, mentre tredici rimasero feriti. Resistendo alla demoralizzazione
             che dilagava, l’Arma rimase al suo posto di dovere, appoggiando la generosa azione dei
             patrioti napoletani contro i tedeschi, guidandoli ed unendosi a loro dietro le barricate, fornendo
             armi e munizioni, impedendo col proprio intervento la distruzione di importanti opere pub-
             bliche. Con l’arrivo delle truppe anglo-americane l’Arma venne chiamata a collaborare con la
             polizia civile e militare alleata per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica .
                                                                                      (35)
                  L’insurrezione di Napoli costituì un insegnamento e una dimostrazione
             preziosi per tutta la Resistenza italiana, anticipando e costituendo modello per
             Firenze, Bologna, Genova, Torino, Milano e altre città della penisola nelle quali
             l’insurrezione popolare armata seppe precedere l’arrivo degli Alleati, impedendo
             le distruzioni naziste. A quella città sarà concessa la Medaglia d’Oro al Valor
             Militare con la seguente motivazione: Con superbo slancio patriottico sapeva ritrovare
             in mezzo al lutto e alle rovine la forza per cacciare dal suolo partenopeo le soldataglie germaniche

             (34)  Ibidem.
             (35)  ASAC, D1478.11.

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