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1943: LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI. I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI NAPOLI PORTO




               28 settembre 1943
                    Ma anche stavolta i napoletani reagirono in maniera spiazzante. Diffusasi
               la notizia di un imminente sbarco alleato, la mattina del 28 settembre, tutta la
               città passò simultaneamente all’azione. La popolazione tutta si munì di armi
               prelavate dai nascondigli o prese audacemente dai depositi delle caserme; ovun-
               que si formarono gruppi di insorti che diedero vita ad una vera e propria caccia
               ai tedeschi i quali, nonostante opponessero una rabbiosa resistenza, apparvero
               subito disorientati.
                    Si combatte in tutta la città, disordinatamente ma coraggiosamente, attaccando auto-
               mezzi nemici, assalendo reparti armati […] si combatte di fronte al Maschio Angioino, al
               Largo della Carità, nella zona di Santa Teresa, in piazza Mazzini, nella zona che dalla
               ferrovia per San Giovanni a Carbonata e via Cirillo risale a Formia, nel presso del Mercato
               dei  commestibili  di  questa  località,  al  Vomero,  sulle  strade  che  dal  Vasto  vanno  verso
               Poggioreale, ecc. […] I combattimenti continuano per tutto il pomeriggio e la serata. I com-
               battenti  improvvisati  imparano  presto  l’arte  della  guerriglia  nell’abitato.  Sanno  sfruttare
               mirabilmente le trincee naturali che si offrono loro: angoli, interstizi, vicoli, sporgenze, anfrat-
               ti, finestre, terrazze, tetti. I mezzi corazzati del nemico si incagliano, rimangono rinserrati
               tra le strade; e in compenso offrono un bersaglio ampio e comodo. Agli scontri disordinati del
               primo momento subentrano vere e proprie battaglie, contrassegnate spesso dall’improvvisazione
               geniale con cui i patrioti sorprendono il nemico tardo e pesante, impacciato dalla sua stessa
               superiorità d’armamento e di mezzi .
                                             (32)
                    Il  contributo  dei  Carabinieri  fu  particolarmente  prezioso  in  questi
               momenti; quelli della stazione Borgo Loreto, capeggiati dal loro comandante,
               maresciallo  maggiore  Giuseppe  Pollicita,  recuperate  le  armi  in  precedenza
               occultate presso lo stabilimento della “Navalmeccanica”, le distribuirono ai gio-
               vani patrioti del rione. Organizzarono le squadre e le predisposero ad una pro-
               ficua azione di lotta contro le posizioni tedesche, con la cattura degli automezzi
               germanici in transito e di attacco ai reparti in movimento nella zona. A sera un
               assalto ben ordinato determinò la cattura di alcuni militari tedeschi che, a bordo
               di  un’autoblinda,  diretti  verso  la  piazza  Garibaldi,  sparavano  nervosamente
               verso tutto e tutti. L’autocarro che essi scortavano era carico di viveri presi da
               un magazzino che era stato approvvigionato per il sostentamento della popola-
               zione del quartiere.
                    Sempre nella zona di Capodimonte i Carabinieri della stazione di Porta
               Grande, guidati dal loro comandante, maresciallo maggiore Filippo Cucuzza,
               dopo aver recuperato le armi e le munizioni occultate in precedenza, le distri-
               buirono ai patrioti e ne presero per sè stessi.
               (32)  AA.VV., op. cit., p. 22.

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