Page 177 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 177
1943: LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI. I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI NAPOLI PORTO
sfidandone la feroce disumana rappresaglia. Impegnata una impari lotta col secolare nemico
offriva alla Patria, nelle quattro giornate di fine settembre 1943, numerosi eletti figli. Col suo
glorioso esempio additava a tutti la via verso la libertà, la giustizia, la salvezza della Patria.
Al riconoscimento dato alla città si aggiunsero cinque medaglie d’oro conferite
alla memoria di giovani combattenti civili caduti nel corso dell’insurrezione:
Gennaro Capuozzo, Filippo Illuminati, Pasquale Formisano, Mario Michelini di
diciannove anni e Giacomo Lattieri di diciassette anni. E non mancarono i
Carabinieri, come il brigadiere Egidio Lombardi e l’appuntato Emilio Ammaturo
che seppero portare alto l’onore dell’Arma, sempre fedeli al proprio giuramento,
dediti fino alla morte al proprio servizio. Come ebbe a ricordare il generale
Filippo Caruso: i carabinieri di Napoli hanno mescolato il loro sangue con quello dei fratelli
in armi e molti, avvinti nello stesso anelito di libertà e di indipendenza, sono caduti sulla stessa
barricata o sull’orlo della stessa fossa comune, fatta loro scavare dagli esecrati carnefici.
7. Conclusioni
Le vicende che animarono la città di Napoli nelle difficili giornate succes-
sive all’armistizio dell’8 settembre 1943 furono sorrette da un forte sentimento
di solidarietà che vide combattere fianco a fianco cittadini e Carabinieri di ogni
ordine e grado. L’apertura alla collaborazione tra persone molto diverse per
estrazione sociale, politica e culturale rese unica la reazione della città di Napoli
all’oppressione tedesca. Abituati da sempre a lottare contro chi nella storia ha
cercato di minare quell’armonia unica caratterizzante la città, i napoletani non
si sono mai persi d’animo di fronte alle spietate azioni naziste. Per il popolo par-
tenopeo le tradizioni, le origini e, specialmente, la libertà hanno da sempre
costituito un bene prezioso che, benchè reiteratamente sottoposto alle perico-
lose minacce di invasori irrispettosi e violenti, va difeso a costo della vita. Forse
proprio il peso di un passato doloroso, sempre vivo nella cultura di quella gente,
aveva generato la forte necessità di rivalsa, sfociata nella collaborazione piena
tra cittadini e Carabinieri, uniti, pronti insieme a sacrificarsi per alti ideali.
Ma in quel sentimento di unità non mancarono sporadici episodi avversi:
alcuni fascisti che non esitarono a colpire altri italiani. Così, il maresciallo maggiore Eugenio
Frezzotti, comandante della stazione Napoli Avvocata, scoprì nell’abitazione di un fascista
napoletano una radio ricetrasmittente e alcuni documenti che egli sequestrò, arrestando l’uomo.
I Carabinieri di Napoli Montecalvario, per citare un altro episodio, catturarono uno squadri-
sta che dall’interno della sua abitazione in largo Marinelli, aveva ucciso alcuni civili con il lan-
cio di bombe a mano contro la popolazione civile .
(36)
(36) Flavio Carbone, https://storiacc.hypotheses.org/tag/capitano-antonio-penna, consultato il 2 agosto 2023.
173

