Page 171 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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1943: LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI. I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI NAPOLI PORTO
Fu davvero una situazione singolare. Ufficiali in congedo come il capitano Antonio Penna
indossarono l’uniforme nera da Carabiniere per diventare un punto di riferimento per la popo-
lazione che si era sollevata anche se questo avrebbe fatto di lui un bersaglio privilegiato .
(29)
Il capitano in congedo Antonio Penna fotografato in uno dei momenti dell’insurrezione di Napoli
(Fonte: Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Fototeca, 29.55)
Lo sfogo nazista verso la popolazione napoletana si espresse senza sosta
con fucilazioni continue, rastrellamenti e conseguenti deportazioni nei lager ger-
manici, costrizione al “lavoro obbligatorio” per la costruzione di strutture mili-
tari, sgombero di intere famiglie dalle zone ritenute di interesse militare, conse-
gna di armi, ecc. Ad esso si oppose una risposta pronta e decisa della gente che,
unitamente ai militari e ai Carabinieri operativi in città, dettero vita a un fronte
comune che si ampliava in numero e cresceva in volontà. Silenziosamente, a
Napoli, civili e militari cominciarono a lavorare preparando la reazione.
Dopo i fatti di Teverola e i vari episodi succedutisi dal 12 settembre, i tede-
schi che credevano di aver domato una città e un popolo, non ebbero sentore
alcuno che la calma percepita potesse nascondere una minaccia così forte e
volitiva come quella che si stava preparando.
(29) Flavio Carbone, in https://storiacc.hypotheses.org/tag/capitano-antonio-penna, consultato
il 2 agosto 2023.
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