Page 169 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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1943: LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI. I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI NAPOLI PORTO
5. L’insurrezione in Campania...
L’eccidio dei quattordici Carabinieri della stazione di Napoli Porto fu solo
uno dei tragici eventi che nel 1943 coinvolsero l’Arma schierata in prima linea
al fianco della popolazione nella lotta conto i tedeschi.
Ecco perché, cominciò proprio dai Carabinieri la rappresaglia che a Napoli
i tedeschi avviarono contro ogni moto insurrezionale, contro coloro che aveva-
no osato combatterli e batterli, nonostante l’impari posizione. I bandi e i prov-
vedimenti intimidatori si susseguirono minacciosi, tanto che la stessa sera del 12
settembre il colonnello Scholl, comandante militare tedesco di Napoli, emanò il
seguente comunicato :
(27)
1.Con provvedimento immediato ho assunto da oggi il comando assoluto, con pieni poteri, della città di
Napoli e dintorni.
2.Ogni cittadino che si comporta calmo e disciplinato avrà la mia protezione. Chiunque, però agisca aper-
tamente o subdolamente contro le forze armate germaniche verrà passato per le armi. Inoltre il luogo del
fatto e i dintorni immediati del nascondiglio dell’autore verranno distrutti e ridotti a rovine. Ogni soldato
germanico ferito o trucidato verrà vendicato cento volte.
3.Ordino il coprifuoco dalle 20:00 alle 06:00. Solo in caso di allarme si potrà fare uso della strada per
recarsi al ricovero più vicino.
4.Esiste lo stato di assedio.
5.Entro 24 ore dovranno essere consegnate tutte le armi e le munizioni di qualsiasi genere, ivi compresi i
fucili da caccia, le granate a mano, ecc. Chiunque, trascorso tale termine, verrà trovato in possesso di
un’arma, verrà passato immediatamente per le armi. La consegna delle armi e delle munizioni si effet-
tuerà alle ronde militari germaniche nei seguenti luoghi:
a. Piazza del Plebiscito (di fronte alla Prefettura);
b. Piazza Garibaldi (albergo Nuova Bella Napoli);
c. Caserma di Cavalleria Conte di Torino (Bagnoli).
6.Cittadini mantenetevi calmi e siate ragionevoli. Questi ordini e le già eseguite rappreseglie si rendono
necessarie perché un grande numero di ufficiali e soldati germanici che non facevano altro che adempiere
ai propri doveri, furono vilmente assassinati o gravemente feriti, anzi in alcuni casi, i feriti vilipesi e
maltrattati in modo indegno da parte di un popolo civile.
L’obiettivo era quello di instaurare un regime di terrore, i nazisti si propo-
nevano di impadronirsi di tutto quello che poteva essere asportabile (prodotti
alimentari, merci, macchinari) e distruggere il rimanente, in modo che le
sopravvenienti truppe Alleate, oltre a non trovare niente di utilizzabile, avreb-
bero dovuto affrontare il gravissimo problema dell’approvvigionamento di una
città di un milione di abitanti, disseminata di cadaveri e di rovine, cosa che
avrebbe gravato non poco sulle future operazioni militari.
(27) ASAC, AS, Fondo Museo Storico dell’Arma, F. 461. D. F. Grassi, op. cit., pp. 164-165.
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