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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Ma di fronte alle azioni tedesche, i cittadini e i Carabinieri in servizio a
             Napoli non si smarrirono, insieme furono sempre pronti alla lotta. Ciò avvenne
             in tutta la Campania: i militari dell’Arma, assieme alla gente o isolatamente,
             affrontarono decisamente e con sprezzo del pericolo i reparti tedeschi, osteg-
             giando l’occupazione di edifici pubblici, impedendo saccheggi e ruberie, com-
             battendo le rappresaglie e spesso obbligandoli alla resa.
                  Nel Salernitano, così come nel Nolano i Carabinieri contribuirono all’eli-
             minazione di pericolose postazioni tedesche, schierate in attesa dell’avanzata
             degli eserciti alleati dalla Calabria al golfo di Salerno. Nelle province campane e
             ai confini con la Basilicata, i Carabinieri della Legione di Napoli si adoperarono
             con ogni mezzo e al limite delle proprie possibilità per rassicurare le popolazio-
             ni locali, preoccupate per le rappresaglie, le distruzioni e i numerosi incendi che
             i reparti tedeschi attuavano per sfogare la loro ira contro quel popolo che ormai
             consideravano “traditore”.
                  Episodi isolati si susseguirono anche a Casoria dove il nuovo comandante
             di compagnia, capitano Gennaro D’Antonio, impegnato in una violenta collut-
             tazione con un ufficiale tedesco sotto la minaccia della mitragliatrice di un carro
             armato, fu soccorso dal Carabiniere Rubino Solimano che uccise il mitragliere
             tedesco e, pur rimanendo ferito, costrinse gli altri soldati nazisti alla ritirata. A
             Riardo il comandante della stazione Carabinieri, maresciallo maggiore Antonio
             Barletta, catturati due soldati avversari, affrontò una grossa pattuglia nemica
             che tentava di liberare i prigionieri. I Carabinieri di Pianodartine, nell’avellinese,
             sorpresero i guastatori germanici che tentavano di infierire sull’acquedotto del
             Serino e li costrinsero a fuggire eliminando così il grave pericolo.


             6.  ... e le «quattro giornate» di Napoli
                  A Napoli, in men che non si dica l’insurrezione popolare infiammò l’intera
             città, dando vita a episodi che animarono quattro giornate di rivolta di cui fu pro-
             tagonista un popolo ferito, ma desideroso di una riscossa morale.
                  In quelle tragiche ed oscure giornate, l’Arma provvide come meglio poté al mantenimen-
             to dell’ordine pubblico, alla sicurezza della popolazione e del patrimonio, affrontando le più
             dure prove : scugnizzi e soldati, borghesi e proletari, aristocratici e barboni si
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             unirono ed insieme divisero i sacrifici ed i pericoli, donando sé stessi contro un
             armatissimo e feroce nemico. Tra la gente, i Carabinieri, espressione vera del
             popolo italiano unito e pronto al sacrificio estremo per il “nuovo risorgimento”
             della Patria.
             (28)  ASAC, AS, Fondo Museo Storico dell’Arma, F. 461.

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