Page 165 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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1943: LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI. I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI NAPOLI PORTO
erano divenuti particolarmente difficoltosi, proprio a partire da quell’11 settembre.
Dopo gli scontri, il contingente dei soldati predisposto a vigilare il Palazzo
dei Telefoni venne ritirato e con essi i trena Carabinieri di rinforzo provenienti
dalla compagnia; rimasero sul posto, fino a sera inoltrata, soltanto quattro
Carabinieri di pattuglia della stazione Porto che continuarono il servizio di vigi-
lanza. A tarda sera anche questa pattuglia venne ritirata a causa dell’incalzare
degli avvenimenti, così che i tedeschi riuscirono ad occupare l’edificio.
4. L’eccidio dei Carabinieri della stazione di Napoli-Porto a Teverola
Il mattino seguente, il 12 settembre, giunse a Napoli la divisione corazzata
“Hermann Gering” e una certa aliquota si accampò nei pressi dell’Università,
poco distante dalla caserma dei Carabinieri Napoli-Porto. I tedeschi saccheggia-
no le abitazioni attigue e gli abitanti del rione Porto fatti appositamente adunare
per assistere ad un atroce supplizio: un marinaio della Marina Militare, colpevole di
aver lanciato alcune bombe a mano contro i tedeschi, fu posto davanti al cancello dell’Ateneo
in fiamme e ucciso a colpi di mitraglia davanti alla popolazione costretta a battere le mani,
mentre una cinepresa di un operatore del servizio propaganda germanico riprendeva la
scena . Dopo l’atroce scempio, i tedeschi attaccano la stessa caserma dei
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Carabinieri Porto, i cui militari, incuranti della schiacciante superiorità avversaria e pur
consci di non poter ricevere alcun aiuto, reagiscono con bombe a mano e con i mitra .
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Dopo accanita resistenza i Carabinieri, esaurite le munizioni, furono
costretti ad arrendersi. Intanto, davanti agli occhi sgomenti dei cittadini napo-
letani, continuava ad ardere l’Ateneo della città. Nel primo pomeriggio, una
ventina di tedeschi irruppero nei locali della stazione Carabinieri Napoli-Porto,
obbligando tutti i presenti a seguirli. Erano in tredici e, mentre scendevano le
scale della caserma, si imbatterono nell’appuntato Emilio Ammaturo che si
accingeva a prendere servizio . Tutti i quattordici Carabinieri, colti di sorpresa
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ed ignari della sorte che li attendeva, seguirono i tedeschi. Condotti davanti al
palazzo dell’Università, gli uomini vennero divisi dalle donne e dai bambini. Donne e
bambini da un lato, costretti a stare in ginocchio, mentre gli uomini, compresi i militari
dell’Arma, sul marciapiedi di fronte, venivano minacciati con le armi .
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(16) D. F. Grassi, op. cit., p. 163. In alcuni documenti conservati presso l’Archivio Storico
dell’Arma viene riportata la pratica dei tedeschi per cui «operatori cinematografici tedeschi
riprendevano dei film, indubbiamente a scopo propagandistico e per giustificare, un giorno,
con late documentazione le azioni delittuose ommesse» (ASAC, D120.1).
(17) A. Ferrara, op. cit., p. 19.
(18) ASAC, Archivio Storico (d’ora in poi AS), Fondo Museo Storico dell’Arma, Faldone 461.
(19) ASAC, D1478.11 (Relazione della Legione territoriale dei Carabinieri di Napoli, 20 agosto 1945).
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