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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Contribuendo attivamente al sostegno della resistenza all’oppressione
nazista attraverso un supporto fattivo e costante, i Carabinieri erano stati i primi
a predisporsi, secondo un piano ben preciso, alla tutela delle popolazioni in quel
clima di sbandamento, sostenuti dal neocostituito Comando Carabinieri dell’Italia
Meridionale che, il 12 settembre, aveva preso vita a Bari. Fu il primo organo isti-
tuzionale dello Stato Italiano che si stava riorganizzando in un clima di tempe-
sta, in linea con una continuità nazionale che mostrava forti segnali di precarie-
tà. Il nuovo organismo dell’Arma aveva funzioni di Comando Generale per
quei reparti dislocati in Puglia, Basilicata, Calabria e nelle province che, lenta-
mente venivano liberate grazie al contributo delle truppe americane, spesso pre-
venute dalle popolazioni locali e capeggiate dai militari delle locali stazioni dei
Carabinieri delle giurisdizioni di pertinenza. Da quelle terre del sud prese l’avvio
la difficile lotta tesa ad una ristrutturazione e riorganizzazione politica, militare
e amministrativa del Paese, di cui fu investita anche l’Arma dei Carabinieri che,
nonostante il dissesto generale, continuò a svolgere le normali funzioni istitu-
zionali, impegnandosi in prima linea per la liberazione del Paese.
2. Napoli. Gli attacchi tedeschi alla città
Napoli accolse la comunicazione dell’armistizio con grande sorpresa, non
essendo trapelata prima alcuna notizia circa la possibilità di interventi esterni
tesi al sostegno della situazione italiana, l’intera popolazione napoletana si riversò esul-
tante per le strade, uscendo dai rifugi dove era stata costretta a vivere pressoché ininterrotta-
mente negli ultimi mesi . Ma la presenza in città di reparti nazisti, dopo quell’ina-
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spettata notizia, si trasformò in una minaccia per la popolazione che, superato
il momento iniziale di euforia, si rese immediatamente conto della delicata
situazione che l’armistizio aveva innescato e cominciò a considerare sempre più
lontana quella pace tanto desiderata. La città, infatti, era già stata fortemente
martoriata da violenti bombardamenti aerei che avevano causato morti, incendi,
e distruzione: centocinque bombardamenti aerei avevano provocato ventiduemila morti e la
distruzione di oltre centomila alloggi. Mancavano l’acqua e la luce, mentre le già insufficienti
razioni di viveri previste dal tesseramento annonario non venivano più distribuite da tempo .
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Dunque la delicata situazione che si era configurata, non poteva non gene-
rare un grave stato di tensione al quale i tedeschi, in base ai precisi ordini rice-
vuti dall’Alto Comando, fecero fronte, impostando già dal 9 settembre una
(1) AA.VV., Napoli, Quattro giornate di, in Enciclopedia dell’antifascismo e Resistenza, Vol. IV, Milano,
La Pietra, 1971, p. 21.
(2) Ibidem.
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