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ATTUALITÀ E VALIDITÀ DELLA DISCIPLINA MILITARE
In tale quadro, la disciplina militare:
enuncia regole particolari per il “cittadino militare”, che si attivano con
l’arruolamento e permangono per sempre, non rilevando la costanza del servizio
attivo o l’astratta idoneità al servizio militare incondizionato. Solo la perdita dello
stato di militare, evento accidentale e sostanzialmente eccezionale, fa venire meno
il rispetto di tali regole (la militarità è espressione della cittadinanza politica) ;
(11)
definisce norme per il servizio e la vita militare attiva, in modo da rego-
lamentare un’attività umana che presuppone necessariamente una stretta inter-
relazione tra soggetti che devono costantemente operare, vivere e convivere in
uno spazio e in un tempo predeterminati (la militarità presuppone una partico-
lare comunità) ;
(12)
contiene norme di carattere deontologico che si rivolgono al militare di
carriera e ne caratterizzano la spiccata professionalità, soprattutto per quel che
riguarda le speciali funzioni tecnico-operative e di comando (l’esercizio del
“mestiere delle armi”) ;
(13)
evoca un codice d’onore solo in parte formalizzato nella normativa di
settore che mantiene intatto il proprio valore etico di orientamento, anche se
residualmente, stante l’avanzata codificazione delle relative prescrizioni (l’onore
militare come regola fondamentale) .
(14)
Come espressione della cittadinanza politica, la disciplina militare ha un
valore fondativo, che non esaurisce i suoi effetti nella regolamentazione della
vita e del servizio militare, ma costituisce il precipitato dei massimi doveri del
cittadino nei confronti della Repubblica. Questo aspetto mantiene, seppur
potenzialmente, la sua importanza “civile” nel momento in cui tutti i cittadini
possono essere chiamati a difesa della Patria, al verificarsi delle condizioni
enunciate dalla legge per la riattivazione del servizio militare obbligatorio. Una
volta arruolati, si è sempre militari, ancorché non più in servizio attivo, ma in
congedo, se non anche in congedo assoluto.
(11) Silvio Riondato, Profili dello stato di attuazione dei principi sulla disciplina militare, in Silvio
Riondato (a cura di), Il nuovo ordinamento disciplinare delle Forze armate, 2^ ed., Padova, 1995, pp.
38 ss.; Fausto Bassetta, Artt. 621-625, in Rosanna De Nictolis, Vito Poli, Vito Tenore,
Commentario all’ordinamento militare, vol. IV, Tomo I, Roma 2011, pp. 71 ss.
(12) Questo è l’aspetto tradizionale della disciplina come strumento di comando e di governo del
personale. Su questi aspetti è illuminante: Luigi Russo, Vita e disciplina militare, Milano, 1992,
pp. 59 ss.
(13) Antonino Lo Torto, La condizione militare, cit., pp. 55 ss.
(14) Questo è un aspetto recessivo, ma pur sempre immanente nella disciplina militare, anche se
la formula contenuta nel Regolamento di disciplina militare del 1964, per la quale il medesi-
mo “è il codice morale delle Forze armate ed enuncia i principi e indica i metodi per creare
e rafforzare una sostanziale [corsivo nostro] disciplina”, non compare più nel regolamento
successivo.
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