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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
Piuttosto si svilupperà gradualmente l’aspettativa di poter far ricadere la
responsabilità dei security-related tasks su imprecisati attori internazionali (princi-
palmente le Nazioni Unite).
Un primo documento che evidenzia questa convinzione risale al 1°
novembre 2002: il paper, redatto dal Foreign and Commonwealth Affairs Office - FCO
(Ministero degli Esteri britannico) e indirizzato all’Ufficio di Gabinetto del
Primo Ministro in preparazione di talks con i partner statunitensi e australiani,
partiva proprio dal presupposto che le Nazioni Unite avrebbero preso in carico
la fase di ricostruzione dell’Iraq. In particolare, vi si prevedeva che l’ONU
avrebbe assunto il governo dell’Iraq per circa tre anni, prima di procedere alla
transizione a un corpo politico locale.
Tutte le successive attività di pianificazione prenderanno le mosse da que-
sto errato assunto di base.
Nel gennaio 2003, Mr. David Bowen, Director General for Operations and Policy
del Ministero della Difesa britannico, inviò a Sir David Manning, Ambasciatore
negli USA, un documento incentrato sugli obiettivi militari della campagna in
Iraq. Tra le immediate military priorities per la Coalizione al termine delle ostilità,
il testo indicava la necessità di avviare la pianificazione (lay plans) per una rifor-
ma delle forze di sicurezza irachene. La pianificazione della riforma delle forze
di sicurezza era quindi collocata temporalmente da Mr. Bowen solo al termine
delle operazioni cinetiche (e non prima dell’avvio delle attività), con le forze
internazionali già schierate e impegnate a confrontarsi con i problemi di gestio-
ne della sicurezza interna senza strumenti di analisi o linee-guida condivise.
Una possibile genesi di questo basso livello di priorità assegnato alla necessità
di ridisegnare l’architettura di sicurezza interna del teatro di operazioni è rinvenibile
in uno dei documenti di lavoro del FCO sullo scenario post-conflict, redatti a partire
dal 18 novembre. In questo documento, seppure venisse data per scontata la
necessità, al termine del conflitto, di strutturare un nuovo Security Sector Apparatus
(having dismantled Saddam’s security apparatus, there will need to be a new one), il problema
della riforma del settore della sicurezza veniva “posticipato”, nel testo, ma eviden-
temente anche sotto il profilo concettuale, ancora una volta, alla sezione U.N.
Administration. Nei sei mesi (up to six months) di Transitional Military Administration, la
Coalizione si sarebbe quindi limitata al solo smantellamento dell’esistente.
Il 5 febbraio 2003 (a poco più di un mese all’invasione), i rappresentanti
britannici della Difesa e degli Esteri si riunirono presso il PJHQ (Permanent Joint
Headquarters) - il Comando Operativo di Vertice delle FF.AA. britanniche - per
affrontare il tema della Phase IV .
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(5) Fase che segue le operazioni di combattimento aperto. Viene anche descritta come Stage IV.
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