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LE COMUNITÀ STRANIERE MULTIETNICHE IN ITALIA
Tra le comunità straniere, prevalevano, in questo periodo storico, quelle di
origine asiatica come la cinese, la filippina, la srilankese.
Nella fase iniziale della corrente migratoria, una parte rilevante di questa
compagine straniera presente sul territorio italiano era giunta servendosi di
forme irregolari di ingresso e permanenza, per tale motivo la posizione di
numerosi immigrati necessitò la regolarizzazione avvalendosi dell’applicazione
della legge varata ad hoc. E così, a partire dagli anni Novanta, per effetto della
legge n. 39 del 1990, la cosiddetta “legge Martelli”, una ingente quantità di
popolazione di immigrati riuscì a regolarizzare il loro soggiorno in Italia, ma
non esaurì l’emergenza.
A seguito della caduta dei regimi comunisti, si assistette ad una ulteriore
crescita di alcuni gruppi nazionali come i marocchini, i rifugiati ex jugoslavi, gli
albanesi e i rumeni; mentre altri gruppi andavano stabilizzandosi, come i filippini
o i senegalesi.
2. Tratta e Traffico: definizioni e distinzioni
Negli ultimi anni il fenomeno migratorio si innesta nel quadro della crimi-
nalità di matrice etnica, dando vita a forme di sfruttamento della migrazione,
che sfociano in gravi violazioni dei diritti umani, cole il traffico e la tratta di
esseri umani.
Nel 2000 l’Italia ha ospitato a Palermo la Conferenza delle Nazioni Unite,
cui parteciparono i rappresentanti di centocinquanta paesi, dedicata alla presen-
tazione della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale .
(2)
Durante il meeting, oltre a definire il fenomeno della tratta di persone come
grave violazione dei diritti umani, l’emergenza è stata sancita per la prima volta
nella sua accezione moderna.
La Convenzione è articolata su tre Protocolli , di cui il primo finalizzato
(3)
alla tutela dei diritti dei migranti e la riduzione del potere e l’influenza dei
(4)
gruppi criminali organizzati abusanti.
(2) Ratificata con legge 16 marzo 2006, n. 146, all’esito di un lungo e tormentato iter parlamentare.
(3) I tre protocolli che compongono la convenzione di Palermo sono così suddivisi:
“Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico
di esseri umani, in particolar modo donne e bambini”. “Protocollo contro il traffico di
migranti via terra, mare e aria”. “Protocollo contro la fabbricazione e il traffico illeciti di
armi da fuoco”.
(4) Art. 2 - Scopo - “Gli obiettivi del presente Protocollo sono: a) prevenire e combattere la trat-
ta di persone, prestando particolare attenzione alle donne e ai bambini; b) tutelare e assistere
le vittime di tale tratta nel pieno rispetto dei loro diritti umani; e c) promuovere la coopera-
zione fra gli Stati Parte al fine di realizzare detti obiettivi”.
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