Page 63 - Rassegna 2022-4
P. 63

LE COMUNITÀ STRANIERE MULTIETNICHE IN ITALIA




                    Le accezioni afferenti al mondo dell’immigrazione, ossia il traffico e la
               tratta, sono sovente sovrapposte ed utilizzate nel linguaggio comune in modo
               improprio. Sebbene entrambe indichino l’ingresso nel paese ospitante avvenuto
               in modo irregolare, esse presentano tuttavia delle differenze a partire dalla con-
               sapevolezza o meno relativa al “viaggio” che si andrà a compiere.
                    I due termini traffico (smuggling) e tratta di esseri umani (trafficking), oltre a
               rappresentare due fenomeni distinti che implicano il coinvolgimento di migranti,
               sono caratterizzati anche dall’applicazione di normative differenti atte a punire
               e/o proteggere i soggetti coinvolti dalla rete di trafficanti .
                                                                       (7)
                    Nel fenomeno della tratta vi è l’assenza di consapevolezza e la mancanza di
               consenso da parte della vittima poiché sovente esso viene estorto o viziato nelle
               fasi antecedenti al viaggio. La vittima di tratta, prima di trovarsi “intrappolata”
               nel  girone  infernale,  è  spesso  vittima  dell’inganno  e  della  manipolazione  da
               parte dei soggetti coinvolti nel sistema, i quali promettono prospettive di lavoro
               migliori, talvolta offrendo il proprio aiuto sia per l’organizzazione del viaggio che
               per il pagamento delle spese da sostenere.  Molto spesso coloro che si rivelano
               essere sfruttatori sono molto vicini alla vittima (fidanzati nel caso della tratta di
               origine dell’est Europa o amici di famiglia) e, quindi, attraverso la fiducia riposta
               nella relazione di conoscenza riescono a sfruttare a proprio vantaggio le vulne-
               rabilità e le difficoltà della vittima.
                    La distinzione tra un rapporto trafficante-migrante basato su una dimensione
               temporale determinata, ossia la durata del viaggio, ed un rapporto che tra i due
               soggetti prosegue anche nel paese di destinazione, è una discriminante che ha
               spinto gli osservatori a distinguere tra: smuggling of  migrants, che consiste nel favo-
               reggiamento organizzato dell’immigrazione clandestina e trafficking in human beings,
               finalizzato allo sfruttamento successivo delle persone trafficate. Una caratteristica
               fondamentale nella distinzione de quo è determinata dal ruolo che il migrante rive-
               ste nella relazione con i trafficanti che organizzano e gestiscono il traffico.
                    Nello smuggling of  migrants sono i potenziali migranti a rivolgersi ai traffi-
               canti per poter organizzare il viaggio e avvalersi del trasporto, mentre nel traf-
               ficking in human beings, le vittime vengono reclutate direttamente dagli organizza-
               tori e dai gestori del traffico, mediante l’utilizzo della violenza, del ricatto e del-
               l’inganno, per rispondere ad una domanda di mercato esistente nei paesi di
               destinazione. Questa domanda di persone, prive di qualsiasi potere contrattuale
               nei confronti dei loro sfruttatori, si riscontra principalmente in tre diversi tipi
               di motivazioni posta a monte della tratta, ovvero lo sfruttamento lavorativo, lo
               sfruttamento sessuale e l’accattonaggio.
               (7)  M. AMBROSINI, Sociologia delle Migrazioni, Il Mulino, 2005.

                                                                                         61
   58   59   60   61   62   63   64   65   66   67   68