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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
Per la Federazione, pertanto, aver consolidato il mantenimento della gestio-
ne della base siriana di Tartus rappresenta un importante caposaldo della propria
strategia marittima, ma soprattutto le consente di affermare una presenza non
transitoria e contingente nell’intera regione con affaccio diretto sul Mediterraneo che,
secondo la dottrina dell’Ammiraglio Mahan, è dove si concentra la maggiore ric-
chezza in termini di controllo del potere. L’atteggiamento russo è anche da
intendersi come risposta della sempre maggiore assertività della Turchia e alle
sue ambizioni egemoni regionali. A livello analitico degli attori inoltre, la Russia
ha l’interesse nazionale di aumentare il suo prestigio per contare sempre di più
nello scacchiere regionale e soprattutto su quello internazionale. Per fare questo
la Federazione impiega la politica estera a forte impulso marittimo per estendere
la propria zona di influenza; rafforzando la sua proiezione e presenza nell’area,
essa otterrà sia la prerogativa di essere interlocutore imprescindibile per tutti i
paesi che vorranno intensificare rapporti con la Siria, Libia, Egitto e Algeria (tra
cui l’Unione europea e l’Italia) sia un rafforzamento delle relazioni con i paesi del
Golfo, con i quali condivide interessi economici petroliferi.
3 La dimensione marittima nel mediterraneo: la corsa alle zone econo-
miche esclusive e relativi aspetti di sicurezza
a. Diritto del mare e territorialità del Mare Nostrum
L’agenda per la “crescita blu” del 2013 della Commissione Europea aveva
stabilito come esplorare al meglio le attività economiche che dipendono dal mare
che rappresentano un valore aggiunto lordo di circa mezzo trilione di euro all’anno.
Gran parte di esso si trova nel Mar Mediterraneo. Tuttavia rimaneva in gran
parte inutilizzato, non protetto, inesplorato e non sfruttato.
Le opportunità per cogliere i benefici dell’economia blu e delle attività
correlate, come lo sviluppo dell’energia, sono sovente indebolite dal quadro
normativo spesso non chiaro. Abbiamo visto nel paragrafo precedente che
anche la situazione nella regione mediterranea rende difficile per gli Stati
costieri far rispettare o regolamentare le attività in modo completo poiché la
territorializzazione è indissolubilmente legata alla sicurezza, stabilità e libero
accesso ai global commons: alto mare, aerospazio sovrastante, aree non soggette
a sovranità territoriale e spazio extra-atmosferico, ambiente cibernetico, ecc.
Come già accennato, le mappe del Mediterraneo sembrano destinate ad
una rivoluzione che ha subito una forte accelerazione nel giro di pochi mesi
spinte da interessi politici, energetici, ma anche geostrategici.
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