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LAWFARE
deve essere un’imprescindibile punto nelle agende politico-economico dei pro-
getti di investimento nazionale.
Ciò consentirebbe alla portualità italiana di diventare un forte competitor
nella distribuzione del traffico marittimo europeo, creando degli Hub in grado
di favorire il cabotaggio marittimo e lo short-sea-shipping . Il cluster marittimo ita-
(10)
liano garantisce occupazione a circa novecentomila lavoratori e ad altri cinque
milioni nell’indotto, con un’incidenza del 2,6% sul pil e quasi duecentomila
imprese coinvolte, cui vanno aggiunti i benefici economici nei settori che tra-
sformano i prodotti importati, ovvero l’industria del Made in Italy nel campo
manifatturiero. Settore energetico, comparto pesca e turismo non possono che
completare un quadro economico di forte rilevo per la nostra nazione.
In secondo luogo, dal punto di vista geopolitico, l’Italia è direttamente
coinvolta nelle dinamiche del Mare Nostrum e nonostante il recente deteriorarsi
della politica interna turca, soprattutto in termini di diritti civili e politici, la
posizione dei governi italiani è sempre stata volutamente cauta.
Nello specifico le relazioni con la Grecia derivano da una “inevitabile
amicizia”, cementata a partire dal dopoguerra e fondata su vicinanza geografica
e culturale oltre che sulla comune appartenenza ai principali Organismi e fori
internazionali. A tutto ciò si aggiunge l’accordo sui rispettivi confini marittimi
che costituisce un punto importante per due motivi strategici: sottrarsi dalla
dipendenza energetica russa (grazie ad un gasdotto nella nuova ZEE) e
rispondere al controverso protocollo di intesa di delimitazione marittima
turco-libico.
Sebbene l’Italia abbia condannato l’illegittimità di tale accordo, di contro
non ha ancora firmato l’intesa per la costruzione del gasdotto EastMed, non
assumendo in tal modo un atteggiamento apertamente ostile nei confronti della
Turchia.
L’interesse per lo sviluppo dei giacimenti presenti nel Mediterraneo
orientale è evidente nell’azione diplomatica della nostra politica estera. Nel
caso in cui il gasdotto EastMed fosse costruito, l’Italia ospiterebbe un estremo
del segmento che ha la sua origine proprio nel Mediterraneo orientale e il coin-
volgimento di ENI sarebbe diretto in virtù del grande interesse nell’area in
questione.
Il disegno appena descritto incontra ostacoli realizzativi di fronte alla poli-
tica estera turca “aggressiva” che tenta di ergersi a potenza leader nella regione.
(10) Sistema commerciale marittimo basato sulla distribuzione merci dal porto principale (Hub)
a quelli minori mediante l’utilizzo di unità navali dalle dimensioni proporzionali in termini di
tonnellaggio.
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