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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE




             1. Premessa
                  In  un  mondo  dilaniato  dalla  pandemia  Covid,  conflitti  eterni  e  grandi
             scontri di potere, potrebbe sorprendere che la prossima crisi dell’Europa stia
             emergendo  dalle  controversie  sul  diritto  marittimo  proprio  nello  specchio
             acqueo “Perla latina dalle liliali lucentezze” .
                                                   (1)
                  In meno di un paio di anni la mappa del Mediterraneo è stata rivoluzionata.
             Interessi politici, energetici, ma soprattutto geostrategici hanno portato i vari
             Paesi affacciati sul Mare Nostrum a rimodulare i propri confini marittimi. Nel
             Mediterraneo orientale, infatti, si è innescata una lotta tra i Paesi della regione
             per l’accesso ai giacimenti di gas scoperti di recente, ma che rappresenta solo la
             punta di un iceberg sommerso; un elemento prodromico che alimenta la più
             vecchia delle questioni che interessano il Mare Nostrum: la centralità geostrate-
             gica del Mediterraneo. Tali processi che spirano venti di crisi, si stanno fondendo
             con vecchi e nuovi conflitti, e hanno portato alla creazione di un nuovo fronte
             geopolitico nel Mediterraneo che potrebbe causare sostanziali preoccupazioni
             agli europei e all’Italia in primis. Al centro di queste tensioni c’è, senza dubbio
             alcuno, la disputa irrisolta a Cipro e l’antagonismo di lunga data tra Turchia e
             Grecia,  attorno  al  quale  si  sta  allineando,  come  conseguenza,  un  fronte  più
             ampio di forze anti-turche. Ma non è tutto.
                  Queste  controversie  sono  ora  cresciute  fino  a  comprendere  l’Egitto,
             l’Algeria, le guerre civili e i conflitti in Libia e Siria e hanno attirato stati da paesi
             “lontani” che vogliono giocare un ruolo di rilievo nella prestigiosa disputa del-
             l’aera  del  Mediterraneo  attraverso  il  concetto  del  “dominio  dei  mari”.  Tale
             postura  ha  certamente  esacerbato  la  corsa  alle  rivendicazioni  legali  dell’alto
             mare  da parte degli stati rivieraschi, denotando veri e propri profili di lawfare
                 (2)
                                                                                       (3)
             sotto il cospetto della territorializzazione di quegli specchi acquei che in punta
             di diritto vengono definiti “internazionali”.
                  Con siffatta premessa, lo scopo del presente elaborato è quello di analizzare,
             attraverso una disamina dell’attuale contesto internazionale, il livello competitivo
             nell’area Mediterranea prendendo proprio in riferimento la situazione attuale e i
             possibili scenari futuri, le relazioni internazionali discendenti e consolidate nelle
             cosiddette “guerre per procura”, come nel caso della Libia e della Siria.
             (1)  A. CAMUS, Il Mediterraneo, canto I.
             (2)  Amm. F. CAFFIO, Glossario del Mare, 2001. L’espressione è sinonimo di «acque internazionali».
                  Secondo la nozione consolidata (Ginevra, I, 1) per «alto mare» si intendono tutte quelle parti
                  del mare che non appartengono al mare territoriale né alle acque interne. Per quanto ancora
                  valida, questa nozione va vista alla luce del principio secondo cui le disposizioni relative al regi-
                  me dell’alto mare non si applicano alle aree marine incluse nella Zona Economica Esclusiva.
             (3)  Tradotto  dall’inglese  Lawfare  è  un  termine  che  può  avere  un  doppio  significato,  ma  in
                  entrambi i casi si riferisce all’uso di sistemi e istituzioni legali per raggiungere un obiettivo.

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