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IL COINVOLGIMENTO DEI MINORI NELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
b)recupero scolastico;
c)sostegno alle famiglie in difficoltà;
d)nuove professionalità educatori in strada;
e)orientamento al lavoro.
I progetti devono altresì privilegiare la realizzazione di servizi polifunzionali,
quali quelli previsti dall’art. 12 del D.lgs. 272/89”.
4. Conclusioni
Nelle intenzioni degli autori del presente lavoro vi è l’obiettivo di fornire
al lettore spunti di riflessione ed elementi utili ad un approfondimento in una
tematica ampia e dalle mille sfaccettature ed implicazioni.
L’aspetto che più di ogni altro si è cercato di mettere in evidenza è il fatto che,
se si vuole intervenire positivamente sul fenomeno e interrompere il meccani-
smo che conduce il minore verso una scelta di vita sicuramente errata, è neces-
sario operare - in maniera professionale - su più livelli, lavorando su tutti quei
fattori (personali, educativi, ambientali, sociali) che possono costituire delle
“crepe” in cui insinuarsi per gettare nel fanciullo il germoglio di una coscienza
critica, che, sola, può condurre ad una consapevole scelta di vita.
Nel sottolineare una presa di coscienza in tal senso negli ultimi anni,
soprattutto a livello di scelte politiche e di amministrazione attiva, non può non
sottolinearsi, tuttavia, la timidezza con cui spesso tale problematica viene
affrontata. Tuttavia, pur consci dei possibili fallimenti in un simile percorso,
non per questo i soggetti professionali, a vario titolo coinvolti, devono smettere
di svolgere il proprio compito e di adempiere alla propria funzione, che è quella
di fornire al minore, concretamente, una possibilità di scelta.
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