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IL COINVOLGIMENTO DEI MINORI NELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Conoscenza, questa, che si origina e si sviluppa attraverso un dialogo costante
e costruttivo tra il giudice minorile e i suoi referenti sul territorio: i servizi socio-
sanitari e le associazioni di volontariato.
Questa propensione al colloquio è richiesta specificamente dal codice di
procedura penale minorile, che sottolinea l’importanza decisiva del dialogo tra i
referenti del ragazzo ai fini della definizione di un efficace progetto di recupero.
Nello svolgimento della funzione pedagogica, il giudice minorile favorisce:
l’affidamento familiare;
lo stato di adottabilità;
combatte l’evasione scolastica opponendosi all’espulsione di minori difficili,
cioè di quei minori che della scuola hanno bisogno.
Nello svolgimento della sua funzione progettuale, il giudice minorile:
denuncia i vuoti, le carenze, le mancanze dell’amministrazione che non
favoriscono l’attuazione dell’art. 3 della costituzione, perché non rimuove “gli
ostacoli di ordine economico e sociale che… impediscono il pieno sviluppo
della persona…”;
propone modifiche normative adeguate al raggiungimento degli obiettivi
costituzionali;
sollecita i suoi referenti costituzionali (Ufficio centrale per la giustizia
minorile) per la costruzione di progetti di recupero.
Con specifico riferimento al settore penale, in un’ottica rieducativa e alter-
nativa a una condanna del minore implicato nel reato, si è valutata l’efficacia dei
modelli di giustizia riparativa (Messa alla Prova) e della Mediazione Penale
Minorile.
In una successiva fase, invece, si è cercato di creare reti di supporto in
grado di accompagnare minori e giovani adulti fino al raggiungimento di una
piena autonomia, al fine di affrancarli dalla cultura criminale.
In quest’ottica si riporta la singolare esperienza giudiziaria del tribunale
per i Minorenni di Reggio Calabria con il progetto di intervento “Liberi di sce-
gliere”. Pur con qualche forzatura giuridica, il tribunale ha voluto offrire ai
minori coinvolti in un contesto di criminalità organizzata (nello specifico la
‘ndrangheta) un ulteriore possibilità di riscattarsi da un simile contesto. In
breve, qualora i genitori di minori vengano condannati per reati legati alla cri-
minalità organizzata e dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale, i
minori vengono trasferiti in un luogo diverso dal territorio di provenienza con
l’esplicito obiettivo, recisi i legami con l’ambiente criminale di origine, di offrire
loro la possibilità di adottare uno stile di vita improntato alla legalità, favorendo
il loro pieno inserimento sociale e un pieno sviluppo della loro personalità.
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