Page 117 - Rassegna 2022-4
P. 117

IL COINVOLGIMENTO DEI MINORI NELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA




               Conoscenza, questa, che si origina e si sviluppa attraverso un dialogo costante
               e costruttivo tra il giudice minorile e i suoi referenti sul territorio: i servizi socio-
               sanitari e le associazioni di volontariato.
                    Questa propensione al colloquio è richiesta specificamente dal codice di
               procedura penale minorile, che sottolinea l’importanza decisiva del dialogo tra i
               referenti del ragazzo ai fini della definizione di un efficace progetto di recupero.
                    Nello svolgimento della funzione pedagogica, il giudice minorile favorisce:
                      l’affidamento familiare;
                      lo stato di adottabilità;
                      combatte l’evasione scolastica opponendosi all’espulsione di minori difficili,
               cioè di quei minori che della scuola hanno bisogno.
                    Nello svolgimento della sua funzione progettuale, il giudice minorile:
                      denuncia i vuoti, le carenze, le mancanze dell’amministrazione che non
               favoriscono l’attuazione dell’art. 3 della costituzione, perché non rimuove “gli
               ostacoli di ordine economico e sociale che… impediscono il pieno sviluppo
               della persona…”;
                      propone modifiche normative adeguate al raggiungimento degli obiettivi
               costituzionali;
                      sollecita i suoi referenti costituzionali (Ufficio centrale per la giustizia
               minorile) per la costruzione di progetti di recupero.
                    Con specifico riferimento al settore penale, in un’ottica rieducativa e alter-
               nativa a una condanna del minore implicato nel reato, si è valutata l’efficacia dei
               modelli  di  giustizia  riparativa  (Messa  alla  Prova)  e  della  Mediazione  Penale
               Minorile.
                    In una successiva fase, invece, si è cercato di creare reti di supporto in
               grado di accompagnare minori e giovani adulti fino al raggiungimento di una
               piena autonomia, al fine di affrancarli dalla cultura criminale.
                    In quest’ottica si riporta la singolare esperienza giudiziaria del tribunale
               per i Minorenni di Reggio Calabria con il progetto di intervento “Liberi di sce-
               gliere”.  Pur  con  qualche  forzatura  giuridica,  il  tribunale  ha  voluto  offrire  ai
               minori  coinvolti  in  un  contesto  di  criminalità  organizzata  (nello  specifico  la
               ‘ndrangheta)  un  ulteriore  possibilità  di  riscattarsi  da  un  simile  contesto.  In
               breve, qualora i genitori di minori vengano condannati per reati legati alla cri-
               minalità  organizzata  e  dichiarati  decaduti  dalla  responsabilità  genitoriale,  i
               minori vengono trasferiti in un luogo diverso dal territorio di provenienza con
               l’esplicito obiettivo, recisi i legami con l’ambiente criminale di origine, di offrire
               loro la possibilità di adottare uno stile di vita improntato alla legalità, favorendo
               il loro pieno inserimento sociale e un pieno sviluppo della loro personalità.


                                                                                        115
   112   113   114   115   116   117   118   119   120   121   122