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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE




                  Ancora, nella sezione J, si suggerisce di fornire sintetiche ma adeguate
             informazioni  sui  diritti  d’impugnazione  avverso  l’OEI  riconosciuti  anche  al
             terzo nel nostro ordinamento dall’art. 28 del d.lgs. 108/2017, al fine di rendere
             edotta l’Autorità di esecuzione della possibilità del possessore del bene, se effet-
             tivamente estraneo al reato, di veder riconosciute il proprio buon diritto, anche
             nel merito, davanti all’Autorità giudiziaria italiana.

             4.4. Le procedure di sequestro, confisca e restituzione a terzi
                  Quale che sia lo strumento utilizzato per ottenere congelamento confisca
             o restituzione del bene culturale, in relazione al paese richiesto, occorre tener
             ben presente il problema dei concorrenti diritti degli eventuali terzi in buona
             fede e valorizzare quindi, tanto nell’indagine, quanto nei provvedimenti giuri-
             sdizionali cautelari e di confisca, ovvero nelle richieste di restituzione e nei rela-
             tivi provvedimenti da eseguire all’estero, non solo gli elementi che dimostrino
             la derivazione delittuosa del bene, ma anche quelli dai quali possa trarsi la dimo-
             strazione quanto meno del difetto di acquisto diligente da parte del possessore
             del bene da recuperare.


             5. Il ruolo di Eurojust e del Desk italiano in materia di traffico di beni culturali
                  La cooperazione internazionale per il recupero dei beni culturali presenta
             oggettive complessità procedurali, per la molteplicità degli strumenti giuridici
             coinvolti, in ragione delle diversità delle cornici legali dei paesi di cui si richiede
             la collaborazione, per la necessità, in molti casi, di estendere l’indagine all’estero
             a temi diversi da quelli strettamente necessari all’esercizio dell’azione penale,
             quali le verifiche delle legittimità dei diritti dei terzi.
                  Per un paese come l’Italia, produttore, proprietario o comunque ospitante
             di uno dei maggiori patrimoni culturali del mondo vittima nel tempo di diverse
             forme di spoliazione (dai saccheggi in periodo bellico, alle escavazioni illegali, ai
             furti ed esportazioni illecite), a tali complessità deve farsi fronte con una strategia
             di azioni giudiziarie penali adeguate negli approfondimenti investigativi e negli
             strumenti di cooperazione utilizzati. L’iniziativa penale deve tener conto, ed even-
             tualmente concorrere e giovarsi di altri tipi di intervento, di tipo civile, ammini-
             strativo e diplomatico deputati ad attori diversi rispetto all’Autorità giudiziaria.
                  Il traffico illecito di beni culturali, compresi gli oggetti d’antiquariato e le
             opere d’arte è specificamente richiamato nell’art. 3, comma 1, del Regolamento
             (UE)  2018/1727  del  14  novembre  2018  che  istituisce  l’Agenzia  dell’Unione
             europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) tra le “forme gravi di
             criminalità”.


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