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STUDI MILITARI





                                                 La richiesta di procedimento
                                                 ex art. 260 c.p.m.p. nei con-


                            Dottore              fronti dei militari in missione
                        Antonio Sabino (*)
                                                 all’estero  e  di  quelli  in

                                                 comando o in aggregazione:

                                                 di chi la competenza?


                Nota a: Cassazione, Sentenza n. 22203 del 23 febbraio 2022 (deposito 8 giugno 2022)

                    Torniamo ad affrontare il tema della richiesta di procedimento, che ha già
               costituito oggetto della nostra attenzione , questa volta con riguardo alla titolarità
                                                     (1)
               dell’esercizio del relativo potere nei confronti dei militari che svolgono servizio nel
               contesto delle missioni militari all’estero o che sono in comando o in aggregazione
               presso reparti diversi da quello di organica assegnazione. Prendiamo spunto dalla
               sopraindicata sentenza della Suprema Corte che è stata chiamata a decidere sul
               ricorso presentato dal difensore dell’imputato in un caso di reato militare sottoposto
               alla condizione di procedibilità di cui all’art. 260 del codice penale militare di pace.   STUDI MILITARI
                    Nel gravame era stata contestata la validità della richiesta perché formulata
               dal comandante della missione (Task Force Arena di Herat - Afghanistan) in relazio-
               ne ad un fatto commesso in territorio estero da uno dei militari facenti parte del
               contingente. In particolare si sosteneva che la competenza fosse invece da ricono-
               scere al comandante di corpo del reparto di organica appartenenza del militare.
                    A  sostegno  della  propria  tesi,  il  difensore  richiamava  la  giurisprudenza
               della Cassazione  in cui si era ritenuto che “spettasse al comandante del corpo di
                               (2)
               appartenenza decidere riguardo al militare aggregato presso altro corpo, trattandosi di un
               apprezzamento che investe, nel rispetto delle tradizioni e dello spirito del corpo, le circostanze
               del fatto e la personalità del colpevole”.

               (*)  Procuratore Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Roma.
               (1)  A. SABINO, “La richiesta di procedimento del Comandante di Corpo: è sempre dalla data di conoscenza del fatto
                    che decorre il termine di un mese entro cui va presentata”, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, n. 3/2018.
               (2)  Cass. Sez. Prima, Sentenza n. 12127 del 28 ottobre 1985 - deposito 13 dicembre 1985; principio ulterior-
                    mente confermato da: Cass. Sez. Prima, Sentenza n. 22699 del 14 aprile 2004 - deposito 12 maggio 2004.

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