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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
fornirsi un ausilio nell’ottica del recupero del bene culturale, specie quando
questi si trovi nella disponibilità di istituzioni culturali che intendano evitare
gli effetti dello strepitus fori. La via del recupero amministrativo, infine, rimane
l’ultima percorribile quando lo strumento di recupero penale si scontri con le
esigenze dei terzi in buona fede. In tale ottica l’Ufficio italiano di Eurojust ha
sottoscritto in data 2 febbraio 2022 un protocollo di collaborazione, in allegato,
con il Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali illecitamente
sottratti, operante presso il Ministero della cultura.
Tale protocollo è finalizzato a migliorare le sinergie tra il Ministero della
Cultura ed Eurojust, a beneficio delle Autorità giudiziarie, nel rispetto delle rela-
tive competenze, in relazione alle attività finalizzate al recupero di beni culturali
illecitamente esportati.
In virtù di tale protocollo, con il consenso dell’autorità giudiziaria proce-
dente, ove questa non vi abbia proceduto autonomamente, l’Ufficio italiano di
Eurojust informa il Comitato delle procedure pendenti inerenti beni culturali
illecitamente esportati, per l’attivazione da parte del Comitato delle iniziative
ritenute utili. Fornisce allo stesso Comitato informazioni sullo stato e sugli esiti
delle richieste di assistenza con finalità anche di recupero.
Il Comitato, da parte sua, informa Eurojust dei casi trattati finalizzati al
recupero di beni oggetto di esportazione illecita, di cui sconosca l’esistenza o lo
stato di procedimenti penali in corso, al fine di consentire al Membro nazionale
di Eurojust l’esercizio dei poteri di informazione, stimolo e supporto verso le
Autorità giudiziarie nazionali previsti dal Regolamento 2018/1727 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018 (artt. 4, 5 e 8).
Ai fini dell’attuazione del protocollo, un rappresentante dell’Ufficio italia-
no di Eurojust partecipa alle periodiche riunioni del Comitato.
4.3 L’utilità dell’ordine europeo d’indagine e di una sua corretta compilazione
Nella prospettiva del recupero dei beni culturali l’OIE deve essere utiliz-
zato per le finalità proprie dell’indagine preliminare: il compimento delle attività
necessarie per le determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.
In tale contesto il sequestro e la consegna dei reperti costituenti beni cul-
turali può essere richiesta, ma solo quando acquista un’effettiva e motivata uti-
lità probatoria e nella consapevolezza che il bene, esaurita la sua funzione pro-
batoria, dovrà poi essere probabilmente restituito ai sensi dell’art. 13 della
Direttiva.
L’EIO, difatti rimane, nel contesto dell’Unione europea, lo strumento di
cooperazione necessario per acquisire gli elementi utili al procedimento con-
nesso ad un reato (in ipotesi anche già prescritto).
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