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AGRO ECO AMBIENTE
After a long cultural and regulatory oblivion, the minor roads system has been obtaining rising interest.
There is an ever-increasing demand for thematic routes and itineraries for their possible contribution to the eco-
nomic development of small towns. This is because they have the offer the chance to grasp the cultural and histo-
rical points of relevance scattered throughout a territory. The local roads, which were the “vascular system”
around which the landscape developed, offer an interesting technical and cultural response to this demand.
With this article, following a summary historical-juridical premise, we attempt to propose new argu-
mentative solutions relating to the foundation of the intended public use insistent on local roads. This is
reconstructed in terms of real right of enjoyment, in place of the public predial easement indicated by the
prevailing hermeneutical orientations.
Following this examination, we attempt to take a further interpretative step. That is to bring back
the “dominion” of the local road patrimony within a context that is different from the limited and dicho-
tomous codicistic classification between public property and private property. We will explore a new her-
meneutic reading, capable of attracting local roads to the vast and unexplored field of common goods and
juridical figures of collective belonging.
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SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. Concetto di “vicinalità”. - 3. Contenuto e natura del gravame
di destinazione d’uso pubblico. - 4. La difficile perimetrazione del concetto
di “utente di strada vicinale aperta al libero transito”. - 5. Studio su una nuova
qualificazione giuridica del pubblico transito vicinale. - 6. Soggettività giuri-
diche e forme di tutela giurisdizionale. - 7. Ricostruzione del titolo di prove-
nienza della destinazione d’uso e ipotesi di applicazione pratica. - 8. Strade
vicinali pubbliche come beni extra commercium (beni comuni). - 9. Indagine
sulla natura del “dominio” insistente sui patrimoni viari vicinali gravati da
libero transito. - 10. Conclusioni. 11. Postfazione: beni comuni e comunità.
1. Premessa
Per secoli le “strade vicinali” hanno costituito il fulcro della mobilità locale,
erigendosi a vero e proprio “sistema viario vascolare” delle realtà rurali. Quasi a
voler sigillare quel “patto antico” tra Uomo e Natura esse - assieme alla campa-
gna ordinata, al governo dei boschi e alle varie strutture lacustri, marittime, peri-
fluviali e prediali - hanno costruito l’architettura del paesaggio italiano, nei termi-
ni di contesto ambientale armonico ed equilibrato. Improntate all’utilità ed essen-
ziali nello stile, molte vicinali, ancora oggi, appaiono nella loro più intima essenza
di strutture viarie “figlie della terra”; fondamentali componenti paesistico-culturali
che abbiamo il dovere etico e storico di preservare, valorizzare e vivere.
Cadute in oblio dopo lo sviluppo economico del Paese, sono adesso
minacciate da una serie di processi urbanistici e produttivi che rischiano, per
mera disattenzione sociale e giuridica, di danneggiare o cancellare questo grande
patrimonio civico.
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