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DOTTRINA




                  Questa teoria, che è stata approfondita nel corso degli anni da parte dello
             stesso Bandura e di altri ricercatori, introduce il concetto di agency, secondo il
             quale ognuno di noi è in grado di influenzare il proprio funzionamento e il
             corso degli eventi determinati dalle nostre azioni; ciò significa che gli esseri
             umani  possiedono  l’abilità  di  adattare  il  proprio  comportamento  a  seconda
             della situazione in cui si trovano e di ragionare sulle possibili conseguenze delle
             proprie azioni.
                  Per Bandura, inoltre, ognuno di noi acquisisce, nel corso della vita, una
             propria identità morale, fondata su criteri individuali di giusto o sbagliato, che
             svolgono  una  funzione  di  guida  nei  processi  decisionali  di  una  persona.
             Nell’ipotizzare la messa in atto di una condotta finalizzata ad uno scopo l’essere
             umano attraversa un processo di decision-making nel quale operano vari mecca-
             nismi  di  autoregolazione  che  tengono  presente,  tra  l’altro,  l’obiettivo  che  si
             vuole perseguire, l’auto-percezione di efficacia, l’anticipazione delle conseguenze
             delle proprie azioni e quindi il risultato atteso.
                  Secondo la teoria sociocognitiva, infatti, le autosanzioni, basandosi sul-
             l’abilità di prevedere le conseguenze di un’azione, garantiscono una coerenza
             interna tra i criteri individuali di giusto e sbagliato e le condotte messe in atto,
             e si suddividono in:
                    legali;
                    sociali;
                    morali.
                  Le prime agiscono sul timore della persona di essere punita a livello legale,
             impedendo l’attuazione di comportamenti lesivi. Le seconde, invece, derivano
             dalla paura di incorrere nella censura o in altre ricadute di tipo sociale. Le terze,
             infine, sono determinate dall’autocensura che la persona applica al fine di sfuggire
             al senso di colpa che proverebbe a causa delle proprie condotte trasgressive .
                                                                                    (7)
                  Pertanto, l’agency presenta anche un carattere morale, dal momento che la
             moralità delle nostre azioni è in grado di influenzare sia la percezione del nostro
             valore individuale sia il corso degli eventi. L’agency morale può essere esercitata in
             maniera inibitoria, quando si cerca di evitare una condotta dannosa per gli altri, o
             proattiva, quando, invece, l’obiettivo è quello di alleviare la sofferenza altrui .
                                                                                    (8)
                  Il disimpegno morale, dunque, consiste nella capacità di ignorare le proprie
             autosanzioni morali e, di conseguenza, mettere da parte i propri criteri morali
             interni, mantenendo, tuttavia, il proprio senso di integrità intatto. Le autosanzioni
             morali, infatti, svolgono la loro funzione solo nel caso in cui vengano attivate

             (7)  BANDURA, BARBARANELLI, CAPRARA, PASTORELLI, 1996; BANDURA, 2002; BANDURA, 2016.
             (8)  BANDURA, 2002; 2016.

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