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EFFETTI ETICO-NORMATIVI NEL GIURAMENTO MILITARE
Le origini del giuramento militare descrivono come - sin dai tempi più
antichi - questo rito avesse carattere di sacralità e consacrasse un rapporto tra
individui ben diverso da quello che caratterizza qualsiasi altro ambiente lavora-
tivo, tanto da indurci a riconoscere nella formula del giuramento un complesso
di obblighi giuridici, un ventaglio di valori etici ed un portato di storia e tradi-
zione che prescinde dalle vesti di un adempimento meramente amministrativo.
4. Conclusioni
Diviene, quindi, sempre meno comprensibile ogni sistema normativo rigi-
do, valido per lunghi periodi, e così, ciò che un tempo poteva rappresentare un
pensiero temerario - «il relativismo culturale» - è ormai un atteggiamento diffu-
so e accettato: le norme, le regole, oggi, appaiono come meri accorgimenti pra-
tici, un modo per dirimere i conflitti, per conciliare interessi individuali o col-
lettivi.
Il giuramento, dunque, come consacrazione di una promessa non solo
moraleggiante ma dalle dirette conseguenze etico normative, perde ogni suo
significato in quanto annichilito da una società che sembra rifuggire imperativi
etici universali stabili?
In tale quadro l’etica filosofica come prodotto culturale della storia può
essere anche definita quale studio sistematico dell’intima essenza dei concetti
del dovere, di bene, di male e dei principi generali che guidano la loro applica-
zione in ogni campo del comportamento umano, e pertanto può essere consi-
derata una branca della filosofia pratica in contrapposizione alla filosofia teore-
tica.
L’etica ha per oggetto la ricerca della legge che regola le azioni umane, la
quale implica la determinazione del concetto di dovere e della sua fonte. Essa,
perciò, presuppone la libertà del volere, poiché, se le azioni umane fossero
necessarie come tutti gli accadimenti fisici, l’indagine intorno ad essi ricadrebbe
nell’ambito delle scienze della natura.
La necessità di indagare l’etica e in particolare considerare le circostanze
deontologiche intimamente connesse con la figura del carabiniere, si rintraccia
quindi nel più indispensabile dovere di prendere le distanze da quanto si possa
definire anacronistico.
Più propriamente con il termine anacronistico indichiamo di consueto
quanto sia fuori dal tempo e contestualmente non più appropriato o adattabile
alla situazione o al luogo di specie. Eppure, un sostantivo di questo tipo mal si
concilia con la struttura della compagine militare, e il giuramento con la sua sto-
ria plurisecolare non fa altro che avvalorare questa considerazione.
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