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DOTTRINA
SOMMARIO: 1. Premessa. La potenzialità espansiva dell’art. 416-bis c.p.: dalle mafie storiche
alle nuove mafie. - 2. Metodo mafioso e mafie autoctone: il peso del contesto
socio-criminologico. - 3. I clan Fasciani e Spada sono associazioni mafiose. -
4. Note conclusive.
1. Premessa. La potenzialità espansiva dell’art. 416-bis c.p.: dalle mafie
storiche alle nuove mafie
Introdotto nel codice penale con la legge Rognoni-La Torre , frutto della
(1)
legislazione emergenziale degli anni Ottanta e della necessità da parte dello
Stato di rispondere con forza al cosiddetto periodo stragista attraverso la previ-
sione di una fattispecie che colmasse il deficit di criminalizzazione dell’associa-
zione per delinquere semplice, l’art. 416-bis c.p. rappresenta l’emblema della
lotta alla mafia.
Come noto, il nucleo della fattispecie è sancito dal terzo comma che defi-
nisce finalità e metodo dell’associazione consegnando agli interpreti, rispetto al
modello associativo semplice, un reato a struttura mista .
(2)
Il reato di associazione di tipo mafioso è inevitabilmente intriso di elementi
a forte connotazione sociologica che ben si attagliano alle cosiddette mafie sto-
riche, prototipo di riferimento del legislatore del 1982, ma, presentandosi come
fattispecie aperta, consente l’adattamento della disposizione anche a forme di
(3)
associazionismo diverse rispetto a Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra .
La più volte denunciata «tipicità inafferrabile» della disposizione stride
(4)
con i principi di determinatezza/tassatività della fattispecie nonché di prevedi-
bilità delle conseguenze giuridiche della condotta; corollari della legalità costi-
tuzionale e convenzionale messi a dura prova anche in ragione degli orienta-
menti ondivaghi della giurisprudenza, ad esempio, in tema di definizione della
condotta di partecipazione e di delimitazione con quella del concorrente ester-
no nonché di estrinsecazione del metodo mafioso e, ancora, di qualificazione
(5)
(1) Legge n. 646/1982.
(2) Tra i tanti, SPAGNOLO, Dai reati meramente associativi ai reati a struttura mista, in AA.VV., Beni e
tecniche della tutela penale, Milano, 1987, 156 ss.; DE VERO, I reati associativi nell’odierno sistema
penale, in Riv. It. Dir. Proc. pen., 1998, 385 ss.; SCIARRONE, Mafie vecchie, mafie nuove. Radicamento
ed espansione, Roma, 1998. Di recente, VISCONTI, MERENDA, Metodo mafioso e partecipazione asso-
ciativa nell’art. 416-bis tra teoria e diritto vivente, il MEZZETTI, LUPARIA (diretto da), La legislazione
antimafia, Bologna, 2020, 40 ss.
(3) Per tutti, RONCO, L’art. 416-bis nella sua origine e nella sua attuale portata applicativa, in Romano,
TINEBRA, Il diritto penale della criminalità organizzata, 2013, 139 ss.
(4) MOCCIA, La perenne emergenza, Napoli, 1997, 65.
(5) Numerosi gli interventi della dottrina in argomento. Per tutti, si veda, CAVALIERE, Il concorso
eventuale nel reato associativo, Napoli, 2003, passim; DONINI, Il caso Contrada e la Corte Edu. La
responsabilità dello Stato per carenza di tassatività/tipicità di una legge penale retroattiva di formazione
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