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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
La battaglia, come era già accaduto a Punta Stilo, iniziò con il contatto bali-
stico fra le avanguardie contrapposte, al quale partecipò anche la XII Squadriglia.
Fu colpito l’incrociatore pesante britannico Berwick con due proietti da 203 mil-
limetri che gli causarono sette morti e nove feriti, ma il Lanciere, che operava vici-
no al Carabiniere (il quale per la seconda volta dimostrò di essere una nave fortu-
nata), alle 12:35 fu centrato da un colpo da 152 millimetri sparato da uno degli
incrociatori leggeri avversari che esplose nella sala macchine di poppa .
(54)
I cacciatorpediniere Carabiniere e Ascari mentre stanno stendendo una cortina fumogena nel corso
della Battaglia di Capo Teulada
(Collezione Fulvio Petronio)
Poco dopo fu raggiunto da altri due proietti del medesimo calibro che non
detonarono e il Carabiniere e l’Ascari stesero una cortina fumogena che nascose
il gemello, cosicché i britannici spostarono il tiro su un incrociatore pesante ita-
liano. Lo scontro terminò alle 13:15, con i britannici che riuscirono a far pro-
seguire il convoglio verso i porti di destinazione .
(55)
(54) TNA, ADM 199, busta 392: rapporto del viceammiraglio James Fownes Somerville al
Secretary of the Admiralty redatto a bordo della Renown il 5 dicembre 1940, con n. di proto-
collo 171/11 e avente oggetto Report of Proceedings of Force ‘H’ for period 19 November to 29
th
th
November 1940.
(55) Ivi: busta 292: allegato n. 1 al rapporto dell’ammiraglio Andrew Browne Cunningham al
Secretary of the Admiralty, redatto a bordo della Warspite il 20 luglio 1941, con n. di proto-
collo Med. 1083/00212/14 e avente oggetto “Operation M.B.9”.
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