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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
Pertanto intorno a mezzogiorno del 12 novembre il Carabiniere con gli altri
caccia della XII Squadriglia lasciò la base pugliese scortando gli incrociatori pesanti
della III Divisione Navale fino a Messina, da dove ripartirono il 16 perché erano
stati segnalati movimenti di unità avversarie nel Mediterraneo occidentale .
(52)
Le navi italiane rientrarono nel porto siciliano il 19 novembre senza aver
avvistato il nemico ma il Carabiniere, l’Ascari, il Lanciere e le unità della III
Divisione Navale salparono nuovamente da Messina il 26 novembre per unirsi
alle navi da battaglia Vittorio Veneto e Giulio Cesare, agli incrociatori pesanti,
Fiume, Gorizia e Pola, ai caccia della VII Squadriglia Dardo, Freccia e Saetta, della
IX Alfredo Oriani, Giosué Carducci, Vincenzo Gioberti e Vittorio Alfieri, della XIII
Alpino, Bersagliere, Fuciliere e Granatiere partiti da Napoli per intercettare la Forza
H della Royal Navy proveniente da Gibilterra con rotta verso est .
(53)
(52) AUSMM, Statini dell’attività bellica delle navi, busta 8, fascicolo 9: “R.C.T. Carabiniere. Diario di
guerra”, annotazioni dal 12 al 19 novembre 1940.
(53) Francesco MATTESINI, La battaglia di Capo Teulada (27-28 novembre 1940), Roma, Ufficio
Storico della Marina Militare, 2000, pag. 93.
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