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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
Una vista della zona prodiera del Carabiniere nella quale si notano il paraonde, il complesso binato
scudato da 120 millimetri, la plancia e sopra di essa la torretta della direzione del tiro dotata
dell’A.P.G. (apparecchio di punteria generale) e del telemetro
(Collezione Fulvio Petronio)
Alle 17:00 le quattro unità rientrarono a Valona e il 18 gennaio il
Carabiniere e l’Ascari si spostarono a Brindisi per poi ritornare nel porto alba-
nese insieme al gemello Corazziere il 25 successivo dandovi fondo alle 09:00. Le
tre unità ripresero il mare due ore e mezzo dopo per eseguire il cannoneggia-
mento di obiettivi posti lungo la costa albanese occupata dai greci e a bordo
avevano il dottor Turno Verdi, corrispondente di guerra.
Alle 12:45 alla formazione fu comunicato che era stato avvistato un incro-
ciatore avversario proprio nelle acque dove avrebbero operato i tre caccia, per
cui questi ultimi ricevettero l’ordine di rientrare a Valona da dove salparono di
nuovo alle 14:00.
Mentre le tre unità sfilavano al largo del litorale con rotta verso sud i greci
aprirono contro di loro il fuoco con alcune batterie di medio calibro ma, nono-
stante ciò, alle 16:04 il Carabiniere iniziò il tiro cannoneggiando in sequenza
Qeparo, San Demetrio e Porto Palermo sparando centoquaranta proietti e contem-
poraneamente l’Ascari e il Corazziere colpirono obiettivi posti più a meridione
rispetto a quelli assegnati al Carabiniere.
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