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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE























                                        La nave da battaglia Vittorio Veneto
                                          (Museo Storico Navale di Venezia)

                     La III Divisione e la XII Squadriglia poco dopo si ricongiunsero con il
               grosso e l’ammiraglio Iachino, per proteggere la Vittorio Veneto, fece schierare
               gli incrociatori in linea di fila sulla sinistra della corazzata e i caccia più esterna-
               mente dal medesimo lato, mentre la I Divisione con la IX Squadriglia assunse
               lo stesso schieramento sulla dritta della Vittorio Veneto. Dalle 19:28 ripresero
               gli attacchi dei velivoli britannici e, nonostante il tiro contraereo e le cortine
               fumogene emesse anche dal Carabiniere, alle 19.50 un siluro centrò l’incrocia-
               tore pesante Pola immobilizzandolo. Iachino, per soccorrere questa nave, vi
               inviò i restanti incrociatori dalla I Divisione, lo Zara e il Fiume e i quattro caccia
               di scorta della IX Squadriglia mentre il resto della formazione italiana proseguì
               la rotta verso ponente. Tuttavia le unità mandate in supporto del Pola alle 22:00
               circa si imbatterono nella sopraggiungente Mediterranean Fleet con il risultato
               che i caccia Giosuè Carducci, Vittorio Alfieri e gli incrociatori Zara e Fiume furono
               affondati, dopodiché i britannici evacuarono l’equipaggio del Pola per poi colare
               a picco anche quest’ultima unità e infine si dedicarono a recuperare parte dei
               naufraghi che erano in mare .
                                           (65)
                     Il resto della formazione, fra cui il Carabiniere, si ormeggiò a Taranto nel
               pomeriggio del 29 marzo e il comandante del caccia, il capitano di fregata Sicco,
               il giorno successivo riunì l’equipaggio per informarlo dell’accaduto e nel Diario
               di guerra dell’unità è riportato che “il dolore è sul volto di tutti, ma la notizia
               non ci ha abbattuti” .
                                   (66)
               (65)  TNA,  ADM  199,  busta  781:  allegato  n.  4  al  rapporto  dell’ammiraglio  Andrew  Browne
                     Cunningham al Secretary of  the Admiralty redatto a bordo della Warspite l’11 novembre 1941,
                     con  n.  di  protocollo  Med.  2161/00213/2  e  avente  oggetto  The  Battle  of   Cape  Matapan.
                     Narrative of  the Commander-in-Chief, Mediterranean.
               (66)  AUSMM, Statini dell’attività bellica delle navi, busta 8, fascicolo 9: “R.C.T. Carabiniere. Diario di
                     guerra”, annotazione del 30 marzo 1941.

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