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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
Il cacciatorpediniere Bersagliere, che spesso operò insieme al gemello Carabiniere
(Collezione Fulvio Petronio)
I britannici, da parte loro, avevano saputo tramite il loro servizio di decrit-
tazione dei movimenti navali italiani e presero alcune contromisure per evitare
di farsi affondare il Breconshire . Alle 17:53 del 17 dicembre iniziò un breve con-
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tatto balistico fra la Littorio, l’Andrea Doria, la Giulio Cesare, il Gorizia, il Trento e le
unità avversarie. I caccia britannici cominciarono a stendere una cortina fumo-
gena per consentire al Breconshire accompagnato dai caccia Decoy e Havock di sepa-
rarsi dal grosso e di dirigersi verso sud per non rimanere coinvolti nel combatti-
mento. Fu ordinato alla X Squadriglia di attaccare i caccia avversari e anche la
XII con il Carabiniere si apprestò ad eseguire il medesimo compito ma il contram-
miraglio Vian, non volendo far correre eccessivi rischi alle proprie navi, fra le
quali era rimasto leggermente danneggiato il caccia Kipling, preferì allontanarsi
verso nord-est. L’ufficiale britannico comunque inviò parte delle sue navi suddi-
vise in due gruppi per tentare di attaccare i mercantili italiani, che non furono
intercettati, anche se alle 06:00 del 18 dicembre durante un ridispiegamento dei
cacciatorpediniere di scorta al gruppo di appoggio si urtarono il Granatiere e il
Corazziere riportando serie avarie nella parte prodiera e il Carabiniere, che li segui-
va, riuscì ad evitare la collisione con loro accostando bruscamente sulla dritta .
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(71) TNA, ADM 223, busta 31: Operations Intelligence Centre. Special Intelligence Summary, del 16
dicembre 1941.
(72) AUSMM, Statini dell’attività bellica delle navi, busta 8, fascicolo 9: “R.C.T. Carabiniere. Diario di
guerra”, annotazione del 18 dicembre 1942.
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