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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
Nei mesi successivi il Carabiniere fu impegnato in attività di scorta a navi-
glio militare e mercantile e in missioni di soccorso e, mentre era ormeggiato a
Messina, durante diversi bombardamenti contro l’area portuale effettuati da
velivoli britannici, partecipò al tiro contraereo e a stendere cortine fumogene
dimostrando nuovamente di essere una nave fortunata. Infatti la sera del 9 set-
tembre 1941 un grosso sasso, divelto da una massicciata sulla quale erano esplo-
se alcune bombe avversarie, cadde sulla plancetta vicino all’impianto binato
poppiero da 120 millimetri causando soltanto una grossa ammaccatura, mentre
l’incrociatore pesante Bolzano, che si trovava a breve distanza, fu colpito a cen-
tronave da una bomba che gli causò dodici morti e trentaquattro feriti .
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Nelle prime ore del 21 novembre Messina fu sottoposta a un ennesimo
bombardamento aereo da parte dei britannici e le schegge di due ordigni esplosi
sulla banchina a 150 metri di distanza dal Carabiniere lo colpirono a poppa cau-
sando lievi danni e ferirono un sergente silurista .
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Queste avarie non impedirono al caccia di salpare quel pomeriggio insie-
me ad altre unità per partecipare all’Operazione “C” consistente nello scortare
un convoglio destinato a Tripoli. La formazione quella sera fu attaccata dai bri-
tannici e il Carabiniere alle 21:55, con una pronta accostata a dritta, evitò un silu-
ro. Non altrettanto fortunato fu circa un’ora e mezzo dopo l’incrociatore pesan-
te Trieste, che fu centrato da un altro siluro lanciato dal sommergibile Utmost
del capitano di corvetta Richard Douglas Cayley e al Carabiniere, al Corazziere e
alla torpediniera Perseo fu assegnato il compito di accompagnare la nave danneg-
giata, che comunque riusciva a muoversi con i mezzi propri, fino a Messina.
Eseguita questa missione le tre unità dovettero riprendere il mare per assi-
stere l’incrociatore leggero Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, anch’esso danneg-
giato gravemente da un siluro sganciato da un aereo, tanto che dovette essere
preso a rimorchio. Anche questa nave raggiunse Messina, dopodiché il
Carabiniere fu inviato con il Corazziere a Reggio Calabria, dove si ormeggiò alle
13:30 del 22 novembre .
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La sosta dei due caccia in quest’ultimo porto durò meno di un paio di gior-
ni, perché già la mattina del 24 salparono per scortare un nuovo convoglio: atti-
vità che li vide impegnati anche nelle settimane successive, la più importante
delle quali fu quella che si svolse fra il 16 e il 19 dicembre e che avrebbe portato
alla Battaglia della Prima Sirte.
(67) Ivi, annotazione del 9 settembre 1941; GIORGIO GIORGERINI-AUGUSTO NANI, Gli incrociatori
italiani 1861-1975, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1976, pag. 550.
(68) AUSMM, Statini dell’attività bellica delle navi, busta 8, fascicolo 9: “R.C.T. Carabiniere. Diario di
guerra”, annotazione del 21 novembre 1941.
(69) Ivi, annotazioni dal 22 al 23 novembre 1941; GIORGIO GIORGERINI-AUGUSTO NANI, Gli
incrociatori italiani 1861-1975, cit., pagg. 472, 627.
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