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STUDI MILITARI



                  Il 28 ottobre 1940 l’Italia attaccò la Grecia e la Gran Bretagna si impegnò
             per sostenere questo nuovo alleato e la Royal Navy pianificò una complessa ope-
             razione per scortare convogli destinati a Malta e in Grecia, congiungersi con
             una  forza  navale  proveniente  da  Gibilterra,  proteggere  la  navigazione  di  un
             convoglio di ritorno da Malta, attaccare le unità mercantili italiane impegnate
             nel rifornire i reparti del Regio Esercito che combattevano sul fronte greco-
             albanese e, come azione più importante, attaccare con una ventina di velivoli
             decollati dalla portaerei Illustrious la flotta avversaria di stanza a Taranto.
                  La ricognizione aerea italiana individuò alcune delle formazioni della Royal
             Navy che si trovavano in mare l’11 novembre e, per poter lasciare la base puglie-
             se rapidamente per intercettare il naviglio britannico, parecchie unità furono
             spostate dal Mar Piccolo al Mar Grande. Quella sera Taranto fu attaccata da
             venti  biplani  Fairey  “Swordfish”  che,  al  prezzo  di  due  velivoli  abbattuti  dal
             fuoco contraereo, danneggiarono con siluri le corazzate Littorio, Caio Duilio e
             Conte di Cavour e colpirono con bombe che non esplosero l’incrociatore pesante
             Trento e il cacciatorpediniere Libeccio .
                                               (49)
                  Il Carabiniere in quell’occasione cominciò a dimostrare di essere una nave
             fortunata  perché  durante  l’attacco  degli  aerei  britannici  si  trovava  in  Mar
             Piccolo ormeggiata in andana, cioè di poppa, alla Banchina Scuola Comando
             con le altre unità della sua Squadriglia, proprio dove si trovavano il Trento e il
             Libeccio e non fu colpita da nessuna bomba e partecipò con le proprie armi al
             tiro contraereo .
                           (50)
                  I vertici della Regia Marina decisero di spostare alcune delle navi presenti
             a Taranto per timore di nuove incursioni da parte degli aerei britannici e per
             avere più spazio per iniziare i lavori per rimettere in galleggiamento le tre coraz-
             zate colpite, che si erano adagiate sul fondale del Mar Grande emergendo con
             le sovrastrutture .
                            (51)

             (49)  Lievi danni da bombe furono causati anche alle strutture dell’arsenale, ai depositi di nafta e
                  al vicino aeroporto, vedi ivi, Attacchi alle basi, busta 2, fascicolo 958: lettera dell’ammiraglio
                  di squadra Angelo Iachino a Supermarina redatta sul Pola il 13 novembre 1940, con n. di
                  protocollo  813  SRP  e  avente  oggetto  “Relazione  sull’attacco  aereo  nemico  svoltosi  su
                  Taranto nella notte sul 12 ricavato dai rapporti delle unità dipendenti”.
             (50)  Ivi: “Grafico n. 3. Attacco aereo su Taranto”; ivi, Statini dell’attività bellica delle navi, busta
                  8, fascicolo 9: “R.C.T. Carabiniere. Diario di guerra”, annotazione dell’11 novembre 1940.
             (51)  Delle tre unità solo la Conte di Cavour, quella bellicamente meno importante, non sarebbe
                  rientrata in servizio. Le modalità dell’attacco degli aerei britannici contro le navi ormeggiate
                  a Taranto furono studiate con molta attenzione dal capitano di corvetta Takeshi Naito, vice
                  addetto navale dell’Ambasciata nipponica a Berlino, e servirono alla Marina giapponese per
                  pianificare l’attacco alla base statunitense di Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, vedi Peter
                  HERDE, Pearl Harbor, trad. it. a cura di Antonio MARINELLI, Milano, Rizzoli, 1986, pag. 400;
                  Alberto SANTONI, Storia generale della guerra in Asia e nel Pacifico (1937-1945), vol. I, Modena,
                  Stem Mucchi, 1977, pag. 125.

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