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STUDI MILITARI



                  Alle  15:57,  cinque  minuti  dopo  l’inizio  del  contatto  balistico,  la  Giulio
             Cesare fu colpita da un proietto da 381 millimetri sparato dalla Warspite e alle
             16:05 fu la volta dell’incrociatore pesante Bolzano ad essere danneggiato da tre
             colpi da 152 millimetri dell’incrociatore leggero Neptune .
                                                                  (44)


















             Le navi da battaglia Giulio Cesare e Conte di Cavour inquadrate dal tiro delle corazzate britanniche nel
             pomeriggio del 9 luglio 1940
                               (Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma)
                  Campioni, che aveva deciso interrompere il contatto balistico e di accosta-
             re verso ovest, ordinò che i cacciatorpediniere attaccassero con decisione l’av-
             versario per permettere il ripiegamento del grosso e in questa azione fu coin-
             volto il Carabiniere con le altre tre unità della XII Squadriglia unitamente a quelle
             della VII, della IX, della XI e della XIV Squadriglia. I caccia puntarono addosso
             alle navi nemiche e alle 16:15 il Carabiniere aprì il fuoco con i pezzi da 120 mil-
             limetri e lo stesso fecero i caccia e gli incrociatori britannici dell’avanguardia.
                  Giunto a una distanza telemetrata di 11.000 metri dalle forze leggere della
             Royal Navy e a 13.000 dalle corazzate il capitano di fregata Battaglia, mentre
             stava per far partire i siluri, si rese conto che le unità avversarie avevano iniziato
             l’accostata verso la XII Squadriglia per cui sarebbe stato quasi impossibile col-
             pirle con le armi subacquee, tanto più che sia il telemetraggio sia il lancio erano
             fortemente disturbati dalle rollate ampie ben 20° causate dalle onde prodotte
             dai  caccia  che  precedevano  il  Carabiniere.  Il  capitano  di  fregata  Carmine
             D’Arienzo, comandante del Lanciere e della XII Squadriglia, impartì pertanto
             l’ordine di modificare la rotta puntando verso nord-ovest alla velocità di 35 nodi
             per allontanarsi dall’avversario proteggendosi con i nebbiogeni.

             (44)  TNA,  ADM  199,  busta  1048:  allegato  n.  2  al  rapporto  dell’ammiraglio  Andrew  Browne
                  Cunningham al Secretary of  the Admiralty, redatto a bordo della Warspite il 29 gennaio 1941,
                  con n. di protocollo Med. 0112/00212/16 e avente oggetto “Operation M.A.5 and action
                  with Italian Fleet off Calabria, 9  July, 1940”; Alan Raven-John Roberts, British Battleships of
                                           th
                  World War Two, London, Arms and Armour Press, 1981, pag. 357.
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