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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE



                     La manovra di disimpegno riuscì perfettamente e alle 17:10 fu interrotto
               il  contatto  balistico;  le  navi  italiane  si  diressero  in  parte  verso  lo  Stretto  di
               Messina mentre altre, fra le quali la XII Squadriglia, fecero rotta per Augusta e
               durante la navigazione di rientro furono ripetutamente attaccate da bombardie-
               ri della Regia Aeronautica che le avevano scambiate per unità britanniche .
                                                                                      (45)
                     Le navi italiane cercarono di farsi riconoscere come tali e inizialmente non
               aprirono il fuoco ma poi, quando le bombe cominciarono a cadere troppo vici-
               ne in quanto i velivoli nel prendere la mira non erano disturbati dal tiro con-
               traereo, le unità della Regia Marina iniziarono a sparare e abbatterono pure un
               trimotore SM 79 e danneggiarono altri apparecchi che, da parte loro, non col-
               pirono nessuna nave italiana né avversaria .
                                                        (46)
                     Anche il Carabiniere aprì il fuoco contro gli aerei impiegando i cannoni e
               le mitragliere in quanto li aveva erroneamente identificati come britannici e alle
               20:15 le sue vedette ritennero di aver avvistato a 3.000 metri di distanza un som-
               mergibile contro il quale il caccia si diresse e lanciò sei bombe di profondità
               senza risultato.
                     Alle 23:00 il Carabiniere insieme alle restanti unità della XII Squadriglia e
               ad altre navi si ormeggiò ad Augusta, dopo aver percorso durante quella mis-
               sione durata circa due giorni e mezzo ben 1.314,4 miglia .
                                                                      (47)
                     Il 23 agosto il capitano di fregata Battaglia venne sostituito dal parigrado
               Ernesto Giuriati e nei mesi successivi il Carabiniere fu impiegato nel Tirreno e
               nello Ionio in missioni per la ricerca di forze navali di superficie e di sommer-
               gibili della Royal Navy britannica, per la scorta a unità maggiori e a convogli mer-
               cantili e per esercitazioni .
                                       (48)

               (45)  Questo errore di identificazione, che ebbe lunghi strascichi fra i vertici della Regia Marina
                     e della Regia Aeronautica, fu causato da diversi fattori, fra i quali il fatto che agli equipaggi
                     dei velivoli italiani era stato detto che le navi nazionali avevano il ponte di castello pitturato
                     di bianco, senonché invece della vernice era stata utilizzata la calce con il risultato che dopo
                     due giorni che erano in mare la pitturazione era stata asportata dall’acqua per cui questo
                     segno di riconoscimento non era più visibile; inoltre le posizioni delle due flotte comunicate
                     ai piloti al momento del decollo dagli aeroporti non erano più quelle che esse avevano quan-
                     do i velivoli giunsero nell’area della battaglia e a ciò si aggiunse la scarsa visibilità presente
                     in  quel  tratto  di  mare  per  l’emissione  di  cortine  fumogene  da  parte  delle  navi,  vedi
                     Francesco MATTESINI, La battaglia di Punta Stilo, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,
                     2001, pagg. 92-111.
               (46)  AUSMM, Scontri navali ed operazioni di guerra, busta 3, fascicolo A: lettera dell’ammiraglio di
                     squadra Angelo Iachino a Supermarina e per conoscenza a Littorio per Squadra redatta sul
                     Pola il 7 settembre 1940, con n. di protocollo 597 SRP e avente oggetto “Azione di Punta
                     Stilo. Attacchi di aerei nazionali”.
               (47)  Ivi, Statini dell’attività bellica delle navi, busta 8, fascicolo 9: “R.C.T. Carabiniere. Diario di guer-
                     ra”, annotazione del 9 luglio 1940.
               (48)  Ivi: “Cenni storici relativi all’attività del Ct. Carabiniere 2  unità della Marina da guerra italia-
                                                                a
                     na con tale nominativo”.
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