Page 199 - Rassegna 2021-1
P. 199
LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE
All’alba del 9 luglio i ricognitori italiani avevano perso il contatto con la
Mediterranean Fleet, che rintracciarono solamente quando quest’ultima era riusci-
ta a frapporsi fra le navi di Campioni e Taranto.
Oltretutto l’ammiraglio italiano era diretto verso sud nell’errata convinzio-
ne, in base ad alcune parziali decrittazioni di messaggi in codice britannici, che
Cunningham facesse rotta verso il litorale orientale della Sicilia per cannoneg-
giarlo. Così quando Campioni seppe dagli aerei da ricognizione che l’avversario
era alle sue spalle, dovette accostare verso settentrione e nel pomeriggio del 9
luglio si svolse quella che venne chiamata la Battaglia di Punta Stilo che fu l’uni-
ca combattuta durante tutto il Secondo conflitto mondiale fra le corazzate ita-
liane e quelle della Royal Navy.
Lo scontro si svolse con un iniziale e infruttuoso attacco di nove aerosilu-
ranti inglesi decollati dalla portaerei Eagle a cui seguì un altrettanto inconcludente
scambio di cannonate fra gli incrociatori d’avanguardia. Successivamente entra-
rono in azione le due corazzate Giulio Cesare (nave ammiraglia di Campioni) e
Conte di Cavour che si batterono contro le similari Warspite (unità di bandiera di
Cunningham) e Malaya, che sparò solo otto salve al limite della gittata dei propri
cannoni mentre la terza nave da battaglia britannica, la Royal Sovereign, in posizio-
ne arretrata e assai lenta, non prese parte al duello artiglieresco .
(43)
La corazzata Giulio Cesare, nave ammiraglia di Campioni, mentre spara contro le similari unità della
Royal Navy nel corso della Battaglia di Punta Stilo
(Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma)
(43) AUSMM, Scontri navali ed operazioni di guerra, busta 5, fascicolo H: copia della lettera
dell’Intelligence Division, Naval Staff, Admiralty all’ammiraglio di squadra Paolo Maroni redatta
a Londra il 27 agosto 1948.
197

