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STUDI MILITARI
La bandiera era contenuta nel medesimo cofano di legno già impiegato
per ospitare quella del primo Carabiniere, realizzato dallo scultore Enrico
Tadolini una trentina di anni prima, che era stato sottoposto a un intervento di
restauro e di modernizzazione in quanto nel frattempo era stato creato lo stem-
ma araldico dell’Arma e il suo motto, ovviamente assegnato al cacciatorpedinie-
re, era cambiato nel 1914 da “Usi obbedir tacendo e tacendo morir” in quello
ancora oggi in uso “Nei secoli fedele” .
(36)
Come è noto il 10 giugno 1940 l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale
schierandosi a fianco della Germania, alla quale era unita dalla sottoscrizione del
cosiddetto “Patto d’acciaio” avvenuta a Berlino il precedente 22 maggio 1939 e il
Carabiniere, al comando del capitano di fregata Antonio Battaglia, come era già
accaduto all’unità omonima nel Conflitto italo-turco e nella Grande guerra, fu
impiegato fin dall’apertura delle ostilità. Infatti alle 03:00 dell’11 giugno salpò dalla
base siciliana di Augusta per rinforzare la scorta all’incrociatore pesante Pola e alle
navi della III Divisione Navale composta dai similari Trento, Trieste e Bolzano che
si stavano concentrando a Messina, da dove ripartì insieme ad esse alle 23:00 dello
stesso giorno per tentare di intercettare alcune unità avversarie e rientrò nel mede-
simo porto siciliano alle 17:30 del 12 giugno dopo aver percorso 430 miglia .
(37)
Nei giorni successivi eseguì altre missioni operando da Messina e il 2 luglio si
trasferì nella più meridionale base di Augusta dalla quale alle 17:15 del 7 di quello
stesso mese salpò per proteggere, insieme alle unità della I e della II Squadra Navale
un importante convoglio di cinque piroscafi destinato a Bengasi per trasportarvi
una settantina di carri armati medi e numerosi autoveicoli del Regio Esercito .
(38)
Il capo di Stato Maggiore Generale, il maresciallo d’Italia Pietro Badoglio,
si era raccomandato durante una riunione svoltasi a Roma nel pomeriggio del 2
luglio di garantire l’arrivo di questi mezzi in Libia per consentire al parigrado
Rodolfo Graziani di iniziare un’offensiva contro i britannici schierati in Egitto .
(39)
Il Carabiniere con i cacciatorpediniere della XII Squadriglia Ascari,
Corazziere e Lanciere e altre unità avrebbe assolto la funzione di scorta indiretta,
mentre un paio di incrociatori leggeri, quattro caccia e sei torpediniere si sareb-
bero occupati della scorta diretta. Nel frattempo che le unità italiane erano
impegnate in questa missione denominata “T.C.M.” agli ordini dell’ammiraglio
di squadra Inigo Campioni , il comandante in capo della Mediterranean Fleet,
(40)
(36) LAURA SECCHI, La campana di bordo, in Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, I (2016), 5, pag. 86.
(37) AUSMM, Statini dell’attività bellica delle navi, busta 8, fascicolo 9: “Stato Maggiore della
R. Marina. Centro documentazione storica. Nave: Carabiniere”.
(38) Ivi: “R.C.T. Carabiniere. Diario di guerra”, annotazione del 7 luglio 1940.
(39) Carlo MAZZACCARA, Antonello BIAGINI, Verbali delle riunioni tenute dal Capo di SM Generale, vol. I,
Roma, Stato Maggiore dell’Esercito Ufficio Storico, 1983, pag. 70.
(40) AUSMM, Biografie ufficiali, busta C 1, fascicolo 21: “Repubblica Italiana. Ministero della
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