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LE RECENTI NOVITÀ IN TEMA DI REATI TRIBUTARI



               5.  Il tentativo nei reati tributari
                     Il D.Lgs. n. 75/2020 è intervenuto sull’art. 6, aggiungendo un comma 1-bis
               per il quale “salvo che il fatto integri il reato previsto dall’articolo 8, la disposi-
               zione di cui al comma 1 non si applica quando gli atti diretti a commettere i
               delitti di cui agli articoli 2, 3 e 4 sono compiuti anche nel territorio di altro Stato
               membro dell’Unione europea, al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto
               per un valore complessivo non inferiore a dieci milioni di euro”.
                     L’art. 6, comma 1, prevede che “i delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 4 non
               sono comunque punibili a titolo di tentativo”.
                     Tale norma, secondo la relazione al D.Lgs. n. 74/2000, rinviene la sua
               ratio nella necessità “di evitare che il trasparente intento del legislatore delegan-
               te, di bandire il modello del reato prodromico, risulti concretamente vanificato
               dall’applicazione del generale prescritto dell’art. 56 c.p.”.
                     Una finalità, questa, che non ha impedito il formarsi di un contrasto giu-
               risprudenziale sull’applicazione della deroga imposta dall’art. 6 nei confronti del
               beneficiario  della  fattura  per  operazioni  inesistenti  (FOI)  che,  pur  avendola
               inserita in contabilità, non se ne avvalga in dichiarazione, in quanto un orienta-
               mento  si limita ad escludere la punibilità, mentre un altro  considerato irra-
                                                                         (27)
                      (26)
               zionale ravvisa “una situazione di irrilevanza penale nei confronti di chi abbia
               posto in essere comportamenti riconducibili alla previsione concorsuale in rela-
               zione all’emissione della documentazione fittizia per il solo fatto di non aver
               utilizzato poi quella stessa documentazione nella dichiarazione”, ritiene che il
               contribuente limitatosi all’annotazione in contabilità della FOI, va comunque
               incriminato per concorso con l’emittente, non essendo in tal caso applicabile il
               regime derogatorio previsto dall’art. 9 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74.
                     Proprio il suddetto vissuto dell’art. 6 decreto legislativo n. 74/2000, con
               il contrapporsi di una soluzione che appare funzionale all’interesse erariale di
               favorire “la resipiscenza del contribuente “ ed un’altra che finisce con il fru-
               strare l’incentivazione alla non utilizzazione della FOI alla base della previsio-
               ne dell’articolo 6, intendeva invece favorire, rende evidente che dalla sua abro-
               gazione con riferimento ai reati gravi in danno degli interessi finanziari dell’UE
               conseguirà un severo inasprimento di quel peculiare fenomeno evasivo , ma
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               (26)  Cass., 21 gennaio 2008, n. 3052 e 19 dicembre 2014, n. 52752.
               (27)  Cass., 16 aprile 2010, n. 14862/2010 e 8 ottobre 2019, n. 41124.
               (28)  A. IORIO, Punibilità estesa ai tentativi di reato tributario, in Il Sole 24 Ore, 24 gennaio 2020 osserva
                     che il Legislatore delegato, nell’anticipare la tutela penale ai fatti prodromici all’evasione per
                     fattispecie particolarmente gravi, dovrà ben chiarire il concetto di tentativo di frode tran-
                     sfrontaliera “onde evitare interpretazioni rigorose volte ad estendere le nuove norme anche
                     ai reati commessi soltanto nel nostro Paese”.

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