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STUDI MILITARI
Manovra a mano dell’ancora di dritta del Carabiniere
(Collezione Fulvio Petronio)
Al termine del Primo Conflitto Mondiale il caccia aveva compiuto cento-
sessanta missioni di guerra e sessantasette di scorta per un totale di 2.165 ore
di moto e 983 ore di pronto a muovere .
(29)
Con la cessazione delle ostilità il Carabiniere fu posto alle dipendenze del
Comando Militare Marittimo della Dalmazia e venne impiegato per la vigilanza
della navigazione lungo quel litorale per oltre un paio di anni e per un certo
periodo assolse anche la funzione di capo flottiglia delle navi impegnate nelle
rischiose missioni di dragaggio delle mine.
Il Carabiniere, come tutte le unità gemelle, con il Regio Decreto del 2 giugno
1921 venne riclassificato torpediniera a partire dal 1° luglio successivo e nel
medesimo anno fu sottoposto a un nuovo ciclo di lavori presso l’Arsenale
Militare Marittimo di Venezia. Rientrata in servizio, per breve tempo l’unità fu
assegnata al Comando Militare Marittimo della Maddalena, per poi essere nuo-
vamente trasferita a quello di Venezia e dal 22 aprile 1922 all’Ispettorato Siluranti
in sostituzione della torpediniera Pallade. La nave nei mesi successivi svolse la
funzione di stazionaria nell’Isola di Saseno in Albania e compì brevi missioni
nell’Adriatico meridionale, per essere trasferita al Comando Servizi Regia Marina
nel Basso Adriatico e Piazza Marittima di Brindisi, poi dal 18 dicembre 1923 al
Comando Militare Marittimo di Taranto e aggregata al II Gruppo Torpediniere.
Il 1° ottobre 1924 fu posta agli ordini del suo ultimo comandante, il primo
tenente di vascello Pietro Turchi, ed entrò a far parte del II Gruppo Siluranti di
base a Taranto; fu radiata dal quadro del Regio Naviglio il 7 maggio 1925 .
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(29) Ivi, busta 2094, fascicolo 11: “Notizie storiche sulla silurante radiata Carabiniere”.
(30) Ivi: “Cacciatorpediniere Carabiniere”.
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