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STUDI MILITARI
Il Carabiniere in navigazione
(Collezione Fulvio Petronio)
L’8 aprile 1916 il Carabiniere, agli ordini del capitano di fregata Luigi Gais,
ritornò a disposizione del comandante in capo del Dipartimento Militare
Marittimo di Venezia per operare nella stessa area e l’11 luglio fu una delle unità
che parteciparono all’attacco contro la base degli idrovolanti austro-ungarici di
Parenzo sulla costa occidentale istriana. Questo obiettivo e alcune batterie poste
nelle sue vicinanze erano già state cannoneggiate da alcuni caccia e torpedinieri
italiani il 12 giugno precedente ma evidentemente i danni causati erano stati
minimi tanto che gli aerei avversari basati a Parenzo avevano intensificato i
bombardamenti sia delle retrovie del fronte, sia di città come Padova e Rimini,
per cui il viceammiraglio Paolo Thaon di Revel, comandante del Dipartimento
Militare Marittimo di Venezia, impartì l’ordine di ripetere la missione .
(23)
Questa volta il compito di cannoneggiare le aviorimesse e le vicine batterie
fu assegnato ai caccia Carabiniere, Alpino, Fuciliere e Zeffiro, posti al comando del
capitano di fregata Gais, con una squadriglia di piccole torpediniere costiere.
Questi furono accompagnati dalle più grandi torpediniere 1 PN, 3 PN e 24 OS che
avrebbero dovuto assicurare la vigilanza antisommergibile durante l’azione, dagli
esploratori Alessandro Poerio, Cesare Rossarol e Guglielmo Pepe che insieme ai caccia
Francesco Nullo e Giuseppe Missori e ad alcune torpediniere costiere avrebbero svolto
la funzione di gruppo di sostegno pronto a fronteggiare l’eventuale intervento di
navi avversarie, da alcuni idrovolanti basati a Venezia e a Grado che si sarebbero
avvalsi del supporto di mas e di una terza squadriglia di torpediniere costiere.
(23) Ivi, busta 539, fascicolo 1: “Azione contro l’hangar di Parenzo (12 giugno 1916). Estratto del
rapporto del capitano di vascello Pignatti Morano che da bordo dello Zeffiro diresse la spe-
dizione”.
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