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STUDI MILITARI
In quel momento le navi di Ricci si stavano dirigendo a Punta Castrosikia
e così ebbero modo di serrare le distanze dalla Tocat, che faceva rotta verso
nord-ovest. Quest’ultima alle 14:45 aprì il fuoco contro le unità italiane che
risposero immediatamente centrando più volte la torpediniera ottomana sul
fianco di sinistra danneggiando anche il motore che si trovava su quel lato, cau-
sando incendi. La Tocat accostò sulla dritta e si diresse verso Punta Mitica inse-
guita dal Carabiniere che continuò a colpirla sino a quando si arenò sulla spiaggia
e abbandonata dall’equipaggio .
(13)
Alcune ore dopo dal Carabiniere una pattuglia sbarcò per constatare le ava-
rie patite dalla torpediniera, rese inservibile l’altro motore e, come trofei, si
appropriò di un cannone da trentasette millimetri e della sua bandiera .
(14)
Il comandante dell’Antalya, constatato quello che era accaduto alla sezio-
naria, decise di invertire la rotta per rientrare nel Golfo di Arta, ma si incagliò
riportando alcuni danni. In seguito lo scafo fu alleggerito e riportato in galleg-
giamento e, con l’appoggio di un paio di cannoniere, si portò al riparo delle for-
tezze di Punta Vaty, mantenendosi pronto ad inoltrarsi ulteriormente nel Golfo
di Arta nel caso in cui le navi italiane avessero tentato di raggiungerlo .
(15)
Il 2 ottobre il Carabiniere scortò da San Giovanni di Medua in una base
pugliese il piroscafo ottomano S’abah, che era stato catturato dall’ariete coraz-
zato Marco Polo, dopodiché dal 3 al 10 ottobre fu adibito al servizio di crociera
al largo del litorale albanese . Il cacciatorpediniere in seguito fu spostato lungo
(16)
le coste della Tripolitania e della Cirenaica, principale teatro bellico, entrando a
far parte dal 1° febbraio 1912 della II Squadriglia della I Squadra e dal 23 marzo
della III Squadriglia alle dipendenze della II Squadra .
(17)
Il 7 aprile fu nominato comandante del Carabiniere il tenente di vascello
Enrico Accame che operò di fronte alla Libia per svolgere missioni di scorta,
per individuare eventuali obiettivi sulla costa ed errori nelle carte nautiche .
(18)
(13) Durante il combattimento il Carabiniere sparò contro la Tocat cinquantatre proietti ad alto
esplosivo da 76 millimetri, vedi AUSMM, Raccolta di base, busta 2094, fascicolo 11: “RCT
Carabiniere. Azione contro torpediniera turca a Prevesa 29 settembre 1911”.
(14) Successivamente l’Antalya riuscì a disincagliare la Tocat e la rimorchiò all’interno del porto di
Prevesa, vedi ivi, busta 214, fascicolo 2: telegramma del console d’Italia a Corfù al Ministero
degli Affari Esteri spedito il 7 novembre 1911, con n. di protocollo 6692.
(15) Stéphan Jules BUCHET, Franco POGGI, Il contributo della Regia Marina nella guerra del 1911-1912
contro l’Impero Ottomano, cit., pag. 25.
(16) AUSMM, Raccolta di base, busta 2094, fascicolo 11: “Notizie storiche sulla silurante radiata Carabiniere”.
(17) Ivi: “Cacciatorpediniere Carabiniere”.
(18) Anche quest’ultimo tipo di missione era importante in quanto esistevano dei bassifondi e
degli scogli che non erano riportati sulle mappe e che avrebbero rappresentato un serio peri-
colo per le nostre navi, come la secca non segnata che si protendeva verso il largo da Ras al
Milhr che il Carabiniere individuò e segnalò, vedi ivi: rapporto del capitano di corvetta Enrico
Princivalle al Comando in Capo delle Forze Navali Riunite redatto a Tobruk il 27 febbraio
1912, con n. di protocollo 138 e avente oggetto “Crociera da Tobruk a Ras al Milhr”.
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