Page 252 - Layout 2
P. 252

STUDI MILITARI



                  In quel momento le navi di Ricci si stavano dirigendo a Punta Castrosikia
             e così ebbero modo di serrare le distanze dalla Tocat, che faceva rotta verso
             nord-ovest. Quest’ultima alle 14:45 aprì il fuoco contro le unità italiane che
             risposero  immediatamente  centrando  più  volte  la  torpediniera  ottomana  sul
             fianco di sinistra danneggiando anche il motore che si trovava su quel lato, cau-
             sando incendi. La Tocat accostò sulla dritta e si diresse verso Punta Mitica inse-
             guita dal Carabiniere che continuò a colpirla sino a quando si arenò sulla spiaggia
             e abbandonata dall’equipaggio .
                                          (13)
                  Alcune ore dopo dal Carabiniere una pattuglia sbarcò per constatare le ava-
             rie  patite  dalla  torpediniera,  rese  inservibile  l’altro  motore  e,  come  trofei,  si
             appropriò di un cannone da trentasette millimetri e della sua bandiera .
                                                                                (14)
                  Il comandante dell’Antalya, constatato quello che era accaduto alla sezio-
             naria, decise di invertire la rotta per rientrare nel Golfo di Arta, ma si incagliò
             riportando alcuni danni. In seguito lo scafo fu alleggerito e riportato in galleg-
             giamento e, con l’appoggio di un paio di cannoniere, si portò al riparo delle for-
             tezze di Punta Vaty, mantenendosi pronto ad inoltrarsi ulteriormente nel Golfo
             di Arta nel caso in cui le navi italiane avessero tentato di raggiungerlo .
                                                                                (15)
                  Il 2 ottobre il Carabiniere scortò da San Giovanni di Medua in una base
             pugliese il piroscafo ottomano S’abah, che era stato catturato dall’ariete coraz-
             zato Marco Polo, dopodiché dal 3 al 10 ottobre fu adibito al servizio di crociera
             al largo del litorale albanese . Il cacciatorpediniere in seguito fu spostato lungo
                                       (16)
             le coste della Tripolitania e della Cirenaica, principale teatro bellico, entrando a
             far parte dal 1° febbraio 1912 della II Squadriglia della I Squadra e dal 23 marzo
             della III Squadriglia alle dipendenze della II Squadra .
                                                               (17)
                  Il 7 aprile fu nominato comandante del Carabiniere il tenente di vascello
             Enrico Accame che operò di fronte alla Libia per svolgere missioni di scorta,
             per individuare eventuali obiettivi sulla costa ed errori nelle carte nautiche .
                                                                                    (18)
             (13)  Durante il combattimento il Carabiniere sparò contro la Tocat cinquantatre proietti ad alto
                  esplosivo da 76 millimetri, vedi AUSMM, Raccolta di base, busta 2094, fascicolo 11: “RCT
                  Carabiniere. Azione contro torpediniera turca a Prevesa 29 settembre 1911”.
             (14)  Successivamente l’Antalya riuscì a disincagliare la Tocat e la rimorchiò all’interno del porto di
                  Prevesa, vedi ivi, busta 214, fascicolo 2: telegramma del console d’Italia a Corfù al Ministero
                  degli Affari Esteri spedito il 7 novembre 1911, con n. di protocollo 6692.
             (15)  Stéphan Jules BUCHET, Franco POGGI, Il contributo della Regia Marina nella guerra del 1911-1912
                  contro l’Impero Ottomano, cit., pag. 25.
             (16)  AUSMM, Raccolta di base, busta 2094, fascicolo 11: “Notizie storiche sulla silurante radiata Carabiniere”.
             (17)  Ivi: “Cacciatorpediniere Carabiniere”.
             (18)  Anche quest’ultimo tipo di missione era importante in quanto esistevano dei bassifondi e
                  degli scogli che non erano riportati sulle mappe e che avrebbero rappresentato un serio peri-
                  colo per le nostre navi, come la secca non segnata che si protendeva verso il largo da Ras al
                  Milhr che il Carabiniere individuò e segnalò, vedi ivi: rapporto del capitano di corvetta Enrico
                  Princivalle al Comando in Capo delle Forze Navali Riunite redatto a Tobruk il 27 febbraio
                  1912, con n. di protocollo 138 e avente oggetto “Crociera da Tobruk a Ras al Milhr”.

             246
   247   248   249   250   251   252   253   254   255   256   257