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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE



                     I buoni risultati ottenuti consigliarono l’adozione del combustibile liquido
               per tutti i caccia della classe Nembo cosicché entro la fine del 1912 le sei unità
               avevano rimpiazzato le vecchie caldaie a carbone con quelle a nafta. Anche i
               cacciatorpediniere, come tutte le unità da guerra di quel periodo, furono sog-
               getti  al  fenomeno  denominato  “gigantismo  navale”,  ovvero  la  tendenza  a
               costruire un certo tipo di naviglio con dimensioni e dislocamento sempre mag-
               giori per aumentarne l’autonomia, la tenuta del mare e l’armamento e infatti i
               vertici  della  Regia  Marina,  valutate  positivamente  le  caratteristiche  dei  sei
               Nembo, vollero che ne fossero realizzati altri otto esemplari, poi aumentati a
               dieci.
                     Essi  però  avrebbero  avuto  un  dislocamento  superiore,  una  differente
               disposizione dell’apparato motore e dell’armamento ma, a riprova del fatto che
               essi derivavano da quelli costruiti dai Cantieri Pattison, vennero denominati ini-
               zialmente come tipo “Nembo modificato da ventotto nodi e mezzo”.
                     Per la prima volta nella scelta dei nomi da assegnare alle nuove unità fu
               deciso di impiegare quello dei militari del Regio Esercito e siccome la prima
               unità che venne impostata fu chiamata Bersagliere l’intera classe venne denomi-
               nata con il nome del fante piumato, anche se fu conosciuta pure come classe
               “Soldati”.
                     Oltre a Bersagliere i nomi che vennero selezionati furono quelli di Alpino,
               Artigliere,  Carabiniere,  Corazziere,  Fuciliere,  Garibaldino,  Granatiere,  Lanciere e
               Pontiere.
                     Essi vennero impostati nel Cantiere Ansaldo di Sestri Ponente fra l’11
               luglio e il 23 ottobre 1905, varati fra il 2 ottobre 1906 e il 12 febbraio 1910 ed
               entrarono in servizio fra il 5 giugno 1907 e il 1° giugno 1910 .
                                                                           (5)
                     Il Carabiniere in particolare fu impostato il 7 novembre 1905, varato il 12
               ottobre 1909 e consegnato alla Regia Marina il 26 gennaio 1910 .
                                                                             (6)
                     Come le altre unità della classe aveva una lunghezza fuori tutto di 65,07
               metri, una larghezza di 6,10 metri, un dislocamento a pieno carico di 415 ton-
               nellate con un pescaggio di 2,10 metri.

               (5)   Aldo  FRACCAROLI,  Italy,  in  All  the  World’s  Fighting  Ships  1906-1921,  a  cura  di  Robert
                     GARDINER, Greenwich, Conway Maritime Press, 1985, pag. 268. Oltre ai citati dieci caccia-
                     torpediniere nel 1912 la Regia Marina decise di acquistarne un undicesimo che era stato ordi-
                     nato insieme ad altri tre dalla Cina, che poi non vennero neppure impostati. Questa unità,
                     che nella Marina cinese avrebbe dovuto chiamarsi Ching Po, in quella italiana fu battezzata
                     Ascaro e differiva dalle altre principalmente per avere la caldaia prodiera a nafta mentre le
                     restanti due erano a carbone e l’armamento originariamente previsto sarebbe consistito in
                     due cannoni da 76 millimetri e quattro da 47 millimetri, che dopo essere stato acquisito dalla
                     Regia Marina fu rimpiazzato da quello scelto per le unità italiane, vedi Erminio BAGNASCO,
                     Achille RASTELLI, Le costruzioni navali per l’estero, supplemento a “Rivista Marittima”, CXXIV
                     (1991), 12, pagg. 32-33, 104-105.
               (6)   Franco BARGONI, Tutte le navi militari d’Italia 1861-2011, cit., pag. 49.

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